Gazzetta di Reggio

Sicurezza stradale

Le città emiliane si preparano a frenare gli automobilisti

Alice Benatti
Le città emiliane si preparano a frenare gli automobilisti

Reggio Emilia e Modena presto Città 30, Ferrara non lo esclude

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Reggio Emilia La coraggiosa notizia che Bologna, a partire da sabato 1° luglio, diventerà Città 30 non è passata inosservata negli altri grandi Comuni emiliani, dove da anni si ragiona sul percorso che permetta di arrivare senza “strappi” con i cittadini alla meta di spazi urbani più lenti che garantiscano maggiore sicurezza a pedoni e ciclisti. Certo il dibattito tra favorevoli e contrari al limite dei 30 km/h è acceso in tutta Italia (a Bologna sono già oltre 1.400 le firme di bolognesi che chiedono al sindaco Matteo Lepore di fermare la Città 30), eppure c’è un elemento che non può lasciare indifferenti nessuno: un pedone investito a quella velocità in 9 casi su 10 sopravvive. Andare piano, può salvare delle vite. Ma vediamo come si stanno muovendo le nostre città su questo fronte.

Reggio Emilia

Nella città del Tricolore il concetto di Città 30 è stato introdotto nel Piano urbano della Mobilità sostenibile (Pums) 2023 approvato lo scorso 15 maggio dal Consiglio comunale e potrebbe diventare realtà nel 2024. Già oggi, nel Comune, tutti gli interventi attuati sulle strade aderiscono al concetto di abbassare le velocità medie consentite all’interno dei centri abitati, prevedendo la creazione di attraversamenti ciclopedonali protetti e l’ampliamento delle Zone 30. «Siamo stati tra le prime città a introdurre il limite dei 30km/h in centro storico – ricorda l’assessora alla mobilità Carlotta Bonvicini – presto diventeremo anche noi Città 30 perciò siamo molto contenti di quello che sta avvenendo a Bologna. C’eravamo all’ultimo Mobilitars, evento che lo scorso anno abbiamo ospitato a Reggio Emilia, e facciamo parte della rete che sostiene le proposta di legge nazionale sulle Città 30». «Da una parte c’è questa spinta dal basso – continua Bonvicini – dall’altro stiamo chiedendo al governo di mettere in campo gli strumenti normativi necessari a supportare una rivoluzione di questo tipo». E sulle possibili rimostranze di parte della cittadinanza: «All’inizio è normale che una proposta possa incontrare un po’ di resistenza ma adesso più che mai le persone sono sensibili al tema delle velocità improprie e ci stanno esprimendo il bisogno di rallentarle».

Ferrara

Spostandosi a Ferrara, il vicesindaco con delega alla mobilità Nicola Lodi non chiude la porta alla possibilità di trasformarla in una Città 30. «Non siamo contro ma per il momento preferiamo aspettare e valutare la sperimentazione sulle Zone 30 che abbiamo avviato un anno e mezzo fa», commenta. «Abbiamo deciso di muoverci nella direzione di una Città 30 gradualmente. Per ora stiamo notando che nelle Zone 30 in cui abbiamo predisposto solo il cartello le persone continuano ad andare più forte del limite di velocità imposto mentre laddove abbiano inserito attraversamenti pedonali luminosi o su piastre rialzate, ad esempio, i riscontri sono positivi».

L’assessore sottolinea che i limiti di velocità vanno sostenuti da altri strumenti «perché altrimenti le Zone 30 possono avere risultati pessimi».

Nell’ultimo anno fra Ferrara e frazioni il Comune ha introdotto 25 dossi artificiali in punti in cui residenti avevano segnalato il passaggio di macchine a velocità troppo elevata.

Modena

A Modena, che con l’approvazione dell’ultimo Piano urbano per la mobilità sostenibile (Pums) si è posta l’obiettivo di diventare Città 30 entro il 2030, sono 118 i chilometri di strade comunali in cui è attualmente in vigore il limite dei 30 chilometri orari. L’area più estesa è quella del centro storico (oltre 20 km tutti già Zona 30 da diversi anni), ma poi il modello si è esteso in diversi quartieri della città. Attualmente sono in corso di ultimazione gli interventi per le Zone 30 di via Santi e di via De’ Gavasseti e altre quattro sono invece in fase di progettazione: Sacca-Ovest, Forlì, Corni-Cattaneo e Cannizzaro. Infine, a breve, sarà realizzata una Zona 30 anche a Cittanova nell’ambito dell’intervento sul quarto braccio della rotatoria.l


 

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