Gazzetta di Reggio

Il mistero del lungo giuramento

Il mistero del lungo giuramento

«Su di me gettato fango per 40 anni da un gruppo specializzato»

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In una delle conversazioni intercettate che sono state “girate” alla Procura generale di Bologna, servite per chiedere ed ottenere la misura cautelare della custodia in carcere, Paolo Bellini parla di un non meglio precisato “giuramento”: un accenno che ripropone, secondo la Corte d'Assise d'Appello bolognese, la questione dei suoi rapporti con “alcune istituzioni”, che per i giudici presenta ancora dei punti oscuri. Il riferimento a questo “giuramento” viene fatto da Bellini durante un dialogo con i propri familiari, in cui la Primula nera di Avanguardia nazionale afferma di essere «stato zitto per 40 anni» e parla di «fango» che gli sarebbe stato gettato addosso sempre per 40 anni da parte di un «gruppo specializzato» a cui lui non si sarebbe potuto opporre «perché c'era di mezzo un giuramento».

Nessun riferimento preciso, dunque, ma un richiamo, quello al «giuramento», che i giudici ritengono comunque «inquietante, dato il contesto nel quale Bellini si è sempre mosso». L'ex esponente di Avanguardia nazionale, ricorda infatti la Corte, nella sua carriera criminale ha «spaziato per svariati settori del diritto penale, dall'eversione nera alle cosche della 'ndrangheta calabrese», ed è «una figura ambigua che ha alternato fasi di collaborazione ad altre di ricaduta nel crimine».

Del giuramento in questione, in realtà, Paolo Bellini ha parlato pubblicamente al canale YouTube Ragion di Stato, in un’intervista finita essa stessa all’attenzione della magistratura, sostenendo di non essere un fascista, ma di essere legato a un gruppo segreto e ristretto facente capo all’ex segretario della Dc, Flaminio Piccoli. Per i familiari delle vittime della strage di Bologna, si tratta di una sorta di messaggio in codice. Una versione che tuttavia non entrò nel processo di primo grado sui mandanti di Bologna. Ma che potrebbe entrare nel secondo grado. Lo conferma uno degli avvocati difensori della Primula Nera, Antonio Capitella, che ha già depositato l’atto d’Appello, composto da 411 pagine.

«Ho parlato molto con lui. Queste cose le ha dette fuori dal processo. Se vuole dirle in Appello, può farlo attraverso dichiarazioni spontanee. Il presidente d'ufficio può disporre poi la rinnovazione del dibattimento e sentire alcune persone indicate da lui». Quanto alle altre indagini sulle stragi in cui Bellini è coinvolto, «paga un po’ la sua biografia», aggiunge Capitella, che ricorda come per la strage dei Georgofili fu già archiviato nel 2005 («La richiesta arrivò addirittura da Pierluigi Vigna»), mentre «Caltanissetta è novità assoluta, appena appresa. Ma quando recentemente venne fuori la notizia del sopralluogo a Capaci di Stefano Delle Chiaie (leader di Avanguardia Nazionale, morto nel 2019, ndr), ricordo che venne smentita dal procuratore». E mentre le indagini sono in corso, il nuovo arresto della Primula Nera per le minacce all’ex moglie, su cui Capitella è in attesa del Riesame, potrebbe intanto accelerare l’iter per il processo d’Appello di Bologna. È quanto afferma la procuratrice generale di Bologna facente funzioni, Lucia Musti, per la quale «la situazione si è evidentemente modificata» rispetto a un anno fa, quando fu pronunciata la sentenza di condanna nei confronti di Bellini: «Prima di tutto – spiega commentando l’arresto – abbiamo voluto aspettare di leggere le motivazioni (depositate il 5 aprile di quest'anno, ndr), poi sono subentrati elementi di novità, frutto del coordinamento investigativo a livello nazionale con il procuratore nazionale Antimafia».

In particolare, prosegue Musti, affiancata dal dirigente della Digos bolognese Antonio Marotta, dal comandante del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza felsinea Fabio Ranieri e da Tommaso Niglio della Dia di Roma, «le Procure di Caltanissetta e di Firenze ci hanno messo a disposizione delle intercettazioni», il cui ascolto ha portato a chiedere alla Corte d’Assise d’Appello la custodia in carcere per la Primula Nera. E ora che Bellini si trova in carcere, «con queste imputazioni e dato lo stato di detenzione, che non so quanto durerà perché potrebbe esserci una pronuncia del Riesame, è chiaro che secondo me la fissazione del processo avrà un'accelerazione». l

E.Spa.

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