Bonaccini supera Zaia, ora è lui il presidente di Regione più gradito in Italia
Il governatore dell’Emilia Romagna raccoglie consensi: «Una spinta per procedere con la ricostruzione»
Il presidente della Regione “più amato” dai propri elettori. È il titolo platonico che da ieri può vantare Stefano Bonaccini, per il secondo mandato alla guida dell’Emilia Romagna, premiato dalla classifica del Sole 24 ore sul gradimento dei cittadini. Un primo posto che “vale doppio”. Nel senso che è riuscito per la prima volta a superare Luca Zaia, che da anni sembrava inamovibile nel suo ruolo di amministratore numero uno tra le regioni.
I governatori
Stefano Bonaccini conquista la prima posizione con un consenso del 69% (la percentuale di elettori che oggi lo voterebbe nuovamente), in aumento del 17,6% rispetto al momento dell'elezione e in miglioramento rispetto alla 3° posizione dello scorso anno. Perde dunque il primo posto il veneto Luca Zaia, che resta comunque su percentuali ragguardevoli con il 68,5%, così come scende al 3° posto Massimiliano Fedriga (Friuli-Venezia Giulia) al 64 per cento, entrambi in lieve calo rispetto allo scorso anno. In coda Christian Solinas (Sardegna) con il 35% e Michele Emiliano con il 43 per cento. Nella top ten delle regioni tutti esponenti del centrodestra tranne Vincenzo De Luca (Campania) al 9° posto con il 54,5% di consenso: da notare il piazzamento ex-aequo al 4° posto con il 59% di gradimento i due Governatori di centrodestra non leghisti, Roberto Occhiuto (Calabria) e Giovanni Toti (Liguria).
«Nessuna esultanza»
E il neo “numero uno” in Italia come reagisce? «Pendo atto che c’è una percezione positiva sul mio operato - esordisce il presidente Stefano Bonaccini - Ma come non ci si deve deprimere per un posizionamento basso, così non ci si deve esaltare se i numeri sono positivi. Li voglio accogliere come uno sprone a fare meglio. Del resto sono abituato, sin da quando ero assessore a Campogalliano, a ragionare sulla base di fatti e non di parole».
E prosegue, allargando il discorso, su quello che un amministratore deve essere e fare quando è chiamato ad amministrare un territorio, che sia un quartiere, un comune, una regione. «Non tanto per me, quindi, ma più in generale credo che si debba provare sempre a metterci la faccia, - aggiunge - restando lontano dal teatrino della politica o dalle polemiche sterili e provando a dare risposte concrete alle persone: questo è chiamato a fare chi governa un territorio». E proprio la necessità e il dovere di dare una risposta ai suoi cittadini e a quelli della Romagna in modo particolare ora. «Questo vale ancor di più in Emilia-Romagna, dove adesso ci misureremo con una nuova ricostruzione dopo l’alluvione di maggio, come già successe in Emilia dopo il sisma del 2012: ma insieme, sono convinto che ce la faremo anche stavolta».
I primi cittadini
E veniamo ai sindaci, e qui conquista la prima posizione il milanese Beppe Sala (65%), con un aumento del 7,3% rispetto al giorno dell'elezione e con un miglioramento rispetto alla quarta posizione dell'anno scorso. Si conferma in seconda posizione Marco Fioravanti di Ascoli (centrodestra, 64,5%), seguito dai due sindaci di centrosinistra Antonio Decaro (Bari, con 64%) e Michele Guerra (Parma, 63%), che si piazza al quarto posto ex aequo con Luigi Brugnaro, sindaco veneziano di centrodestra che nel 2022 occupava la prima posizione. Ultima posizione per Marco Guarente, sindaco di Potenza (42%). Nella top ten dei Sindaci il centrosinistra batte il centrodestra 7 a 2, con il 10° posto occupato dal Centro di Clemente Mastella (Benevento, 59%). A metà classifica il sindaco di Torino Stefano Lorusso (47esimo), dal 59,2% al 53,5% con un calo del 5,7%, e il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla (54esimo) che però sale come gradimento del 4,8% raggiungendo il 52,5%. Al 67esimo invece il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri (centrosinistra), con il 50% .
La lettura
Ma quale lettura dare a questo exploit. In modo riduttivo si potrebbe obiettare che la sovraesposizione mediatica di questi mesi tra le primarie - seppur perdute - e la tragedia dell’alluvione i possano aver aiutato a far entrare in sintonia gli elettori con Bonaccini. In realtà quando si tratta di giudizi sull’operato dei politici-amministratori è il giudizio percepito come amministrati a prevalere. Evidentemente con un +17,6% di gradimento il giudizio è favorevole. Una spinta è sicuramente arrivata dall’alluvione, il vedere Bonaccini in prima linea nel rapporto con il governo e l’Euroipa a sollecitare interventi immediati, con fondi veri, per la ricostruzione, ha fatto breccia. Bonaccini è diventato il “portavoce” di chi è in difficoltà.l
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
