Gazzetta di Reggio

L’analisi

Saman, i colpi di scena al processo che hanno portato alla sentenza

Jacopo Della Porta ed Elisa Pederzoli
Saman, i colpi di scena al processo che hanno portato alla sentenza

Scarcella ottiene l’esclusione degli interrogatori dello zio Danish: è cruciale per i cugini. Sulle pale poche certezze. E l’abbreviato per lo zio è il colpo di Cataliotti

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Novellara Per chi ha assistito al processo per l’omicidio di Saman Abbas, la sentenza della Corte d’Assise non è un fatto sorprendente, almeno per quanto riguarda l’ergastolo ai genitori e l’assoluzione dei cugini. Meno preventivabili, invece, i 14 anni allo zio e l’esclusione dai risarcimenti del fratello e del fidanzato della ragazza.

In particolare, la liberazione di Ikram Ijaz e Nomanulhaq Nomanulhaq – già ieri hanno potuto lasciare il carcere – sembra maturata soprattutto con l’esclusione dagli atti del processo dei due interrogatori di Danish (quello del 3 novembre 2022 e quello del 10 marzo 2023), avvenuta nell’udienza del 10 novembre scorso. A chiederla era stato l’avvocato Luigi Scarcella, che difende il secondo, richiesta a cui i colleghi Liborio Cataliotti e Mariagrazia Petrelli, si sono uniti. La conseguente ordinanza della Corte, firmata dalla presidente Cristina Beretti, era stata lapidaria: «La violazione ha pregiudicato l’attività istruttoria, privando la Corte di elementi conoscitivi e dichiarativi di rilevanza potenzialmente notevole e di cui avrebbe dovuto essere per legge l’unica destinataria».

La violazione riguarda le modalità con cui gli interrogatori di Danish Hasnain, che a quel punto voleva collaborare, erano avvenute. L’articolo 430 del Codice di procedura penale «vieta l’assunzione di atti garantiti, quali appunto l’interrogatorio dell’imputato, nei cui confronti sia già stato disposto il rinvio a giudizio, in cui è obbligatoria la partecipazione del difensore».

Il difensore c’era, è vero, ma il rinvio a giudizio era avvenuto il 17 maggio 2022. E l’apertura di due fascicoli collegati per giustificare l’interrogatorio da parte della procura è stata ritenuta dalla Corte «solo apparente». Tecnicismi, si dirà, difficili da capire per i non addetti ai lavori: Danish compie un gesto cruciale, anche per le sorti de processo, facendo ritrovare il cadavere. Ma la portata dell’esclusione dei due interrogatori dal processo, dal punto di vista sostanziale, è pesante. In particolare, in quello del 10 marzo 2023, condotto in carcere dal procuratore capo Gaetano Calogero Paci e dalla pm Laura Galli, Danish colloca i due cugini sulla scena del delitto quella notte. Raccontando che i due lo svegliarono e gli dissero che avevano ricevuto una telefonata e che «c’era stato un litigio e c’era scappato il morto».

Escluse le parole di Danish, cosa resta contro i cugini che non sono mai stati inquadrati dalle telecamere dell’azienda agricola Bartoli? Solo le parole del fratello di Saman, Alì, che sentito in aula ha detto di aver visto oltre allo zio che prendeva per il collo Saman anche i volti dei due cugini, stando sulla soglia di casa (mentre in precedenza aveva detto di non averli visti). Bisognerà attendere le motivazioni per sapere come, nel suo complesso, la testimonianza del giovane è stata valutata.

Ma è un fatto che con un’altra articolata ordinanza, la presidente Beretti ha ritenuto che il giovane, all’epoca minorenne, avrebbe dovuto essere indagato per il concorso dell’omicidio della sorella. La conseguenza è stata l’esclusione dal processo dell’incidente probatorio del giovane, così come delle dichiarazioni rilasciate ai carabinieri.

Il quadro indiziario nei confronti dei cugini è sempre stato più debole. A inchiodarli, secondo la procura, c’era il video del giorno prima del delitto, nel quale andavano nei campi con delle pale insieme allo zio. I difensori hanno respinto la tesi che stessero andando a scavare la buca e che in quel momento non potessero essere in orario di lavoro.

Tra l’altro, la perizia disposta dalla Corte ha stabilito che per la fossa è stata usata una pala che è stata trovata nel casolare doveva viveva lo zio e i cugini, mentre le pale del video furono prese da un capannone dell’azienda Bartoli.

La mite condanna dello zio Danish è un fatto inaspettato. Molto si deve al fatto che l’avvocato Liborio Cataliotti ha chiesto in udienza preliminare il rito abbreviato e poi in aula si è impegnato per far cadere le aggravanti che avevano spinto il gup a non concedere il rito alternativo: alla fine l’uomo ha goduto di uno sconto di pena di un terzo, come se avesse fatto l’abbreviato. Ha pesato anche la collaborazione fornita facendo ritrovare il corpo della giovane.

Un altro fatto difficile da prevedere alla vigilia della sentenza è stata l’esclusione dai risarcimenti del fratello e del fidanzato di Saman. Cosa non li ha resi idonei a riceverli? Lo scopriremo nelle motivazioni. 


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