Parità di genere in polizia: nasce il coordinamento
L’iniziativa pilota a Reggio, guidata dalle dirigenti del Siap
Reggio Emilia Un coordinamento per l’identità e la parità di genere per le donne che lavorano in polizia. Nasce a Reggio Emilia e sarà apripista in città, in regione e la volontà è di divulgare questo esempio il più possibile anche a livello nazionale.
Il coordinamento, al quale si potranno rivolgere tutte le donne che lavorano in polizia che devono affrontare problemi di varia natura, sarà guidato dalle dirigenti sindacali del Siap (Sindacato italiano appartenenti) Rosa Fischetti, alla guida regionale del coordinamento, Alessia Cioffi (entrambe in servizio a Reggio Emilia) e Angela Schinzari (in servizio a Ravenna).
La nascita del coordinamento rappresenta una novità importante e viene annunciata in occasione della Giornata Internazionale della Donna.
Rosa Fischetti, laureata in Scienze Politiche con Master in Criminologia, ha maturato una lunga carriera tra Stradale, Volanti, Mobile, Relazioni Esterne e Ufficio del Personale. Rosa, originaria di Taranto, dal 1993 in polizia, rappresenta un esempio di straordinaria resilienza. «La caratteristica principale dell’indossare la divisa è il lavorare per la comunità – spiega Rosa –. Avevo superato le prove d’ingresso per entrare alla facoltà di Medicina, ma ho scelto la polizia e ancora oggi, dopo tanti anni, credo nella funzione di supporto agli altri. Nell’importanza di stare in strada e in mezzo alla gente. Un messaggio che cerco di trasmettere anche dall’ufficio personale, dove lavoro ora, a chi si accinge a muovere i primi passi. Mi occupo di tutte le assenze che riguardano i colleghi, dalla malattia ai congedi parentali, alla paternità. Il mio compito è addentrarmi nelle leggi e trovare la soluzione ai problemi, divenendo punto di riferimento continuo».
Reggio Emilia sarà affidata ad Alessia Cioffi. Un passato operativo alla Stradale e alle Volanti, Alessia è stata recentemente premiata come “Donna Coraggio 2026” dalla vicepresidenza della Camera dei Deputati per avere salvato una donna che stava per togliersi la vita. «Ogni intervento è diverso e l’empatia è una dote fondamentale – rivela la dirigente sindacale, in polizia da 10 anni –.Adesso sono all’ufficio tecnico logistico, mi occupo della parte infrastrutturale».
A Ravenna, il progetto vede l’ingresso della viceispettore Angela Schinzari, 27 anni, che entra nella famiglia Siap per mettersi al servizio del progetto regionale, affiancando Rosa e Alessia. «Il mio sogno è potere stare accanto alle donne e divenire un punto di riferimento per chi ha bisogno», svela Schinzari, entrata a gennaio in polizia da civile, dopo la laurea in marketing e il concorso.
«Sogniamo un sindacato che non parli solo “al maschile”, ma che sia realmente improntato sulla parità di genere – dichiarano i vertici sindacali –. Le donne in polizia sono una risorsa fondamentale: questo coordinamento è la nostra risposta concreta per dare loro voce, identità e protezione».
«Il progetto, fortemente voluto per superare un modello sindacale ancora troppo spesso improntato al maschilismo – affermano Giovanni Punzo e Aldo Aragiusto, segretario Siap Emilia Romagna e Reggio Emilia, con Marcello Bennardo, segretario provinciale Siap Ravenna – parte con l’attivazione della struttura regionale e delle segreterie provinciali di Reggio Emilia e Ravenna, quali apripista di un percorso che vedrà la nomina di rappresentanti in tutta la regione. Oggi la polizia di Stato conta oltre 17.300 donne in servizio, una presenza fondamentale che tuttavia fatica ancora a trovare il giusto spazio nelle dinamiche sindacali. L’amministrazione ha recentemente riconosciuto un chiaro “campanello d’allarme” inserendo nell’ultimo contratto tutele specifiche per le poliziotte vittime di violenza di genere. È stato infatti previsto uno specifico congedo retribuito per le donne inserite in percorsi di protezione. La nascita di questa nuova tutela è la prova che il fenomeno della violenza tocca purtroppo anche chi indossa la divisa: il compito del nostro coordinamento sarà proprio quello di agire come punto di riferimento e ascolto, affiancando il supporto istituzionale perché nessuna si senta sola».
Tra gli obiettivi del coordinamento c’è l’organizzazione di eventi di beneficenza e di sensibilizzazione sulla violenza di genere.l
