Servizio sanitario regionale: il primato è del Trentino mentre il Sud è in ritardo
Quando si parla di servizi sanitari l'Italia è purtroppo divisa in due
Contribuire alla valutazione della performance dei servizi sanitari e, parallelamente, allo sviluppo di metodologie di valutazione innovative è l’obiettivo del progetto “La misura della Performance dei SSR”, condotto dal C.R.E.A. Sanità (Consorzio per la Ricerca Economica Applicata in Sanità) dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Giunto alla sua sesta annualità e presentato nei giorni scorsi a Roma, il ranking dei Servizi Sanitari Regionali (SSR) vede i servizi sanitari della P.A. di Trento, P.A. di Bolzano, Toscana, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Veneto nell’area dell’“eccellenza”. Sicilia, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sardegna si collocano, invece, nell’area “critica” mentre Valle d’Aosta, Marche, Liguria, Umbria, Piemonte, Lazio, Abruzzo si posizionano in un’area di performance “intermedia”.
Il progetto si focalizza su due aspetti specifici: la multidimensionalità della performance e la composizione delle diverse prospettive di cui sono portatori gli stakeholder del sistema. Il team di ricerca di C.R.E.A. Sanità di Tor Vergata ha proposto e sviluppato un metodo originale basato sulla elicitazione delle utilità attribuite alle varie dimensioni di performance. Obiettivo dello studio è misurare le Performance dei SSR, sviluppando una metodologia democratica e condivisa di valutazione, che abbia la specificità di incorporare le differenti visioni e priorità dei diversi stakeholder del sistema.
Complessivamente dall’indagine è possibile osservare che livelli maggiori di tutela della salute si riscontrano nelle Regioni del Nord-Est del Paese: risultato che potrebbe essere interpretato (anche in coerenza con la crescente importanza della Dimensione Sociale nella Performance) come una indicazione a sviluppare politiche di integrazione fra Sanità e Sociale, quale misura necessaria per migliorare la Performance nell’ambito della tutela della salute e dell’inclusione. «Il nostro obiettivo è portare una visione di politica socio-sanitaria che faccia partecipare i cittadini e che si può fare solo con una forte alleanza tra istituzioni, mondo sanitario e cittadini stessi. La gente chiede un maggiore coinvolgimento e solo così si può aumentare la cultura della sanità», commenta Luca Zeni, assessore alla Salute e politiche sociali - Provincia Autonoma di Trento. «Sono contento che si stia consolidando un orientamento a parlare di sanità come concetto di salute legato anche allo stile di vita, al benessere, alle reti sociali e a tutti gli ammortizzatori sociali fondamentali. Per portare avanti l'integrazione socio-sanitaria serve la capacità di far capire alla popolazione quali sono davvero le priorità nei servizi sanitari»
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