Sulle tracce dei pirati del Po: il nostro videoreportage LE INCHIESTE DELLA GAZZETTA
Caccia di frodo, razzie, vandalismi. Abbiamo percorso il Po da Suzzara a Brescello con i guardiapesca, per capire chi sono e come agiscono i predoni del Grande fiume - A cura di Paolo Cagnan con Mauro Pinotti, Gianni Bonini e Fausto Daolio
Dossier video: Riva di Suzzara, Mantova - Porto di Luzzara e Lanca dei pensionati - Guastalla, Lido Po e Canottieri Eridano - La navigazione con i guardiapesca - Isola degli Internati, raid sulle auto - Isola degli Internati, un angolo di paradiso - Porto turistico di Boretto - Pesca di frodo e razzie: così funziona - Il business dei pesci siluro - Tutti i video
IL VIDEO-REPORTAGE
Furti, vandalismi, pesca di frodo: le scorribande dei predoni del Po ormai non fanno quasi più notizia. Tra i pescatori e gli abitanti dei centri che si affacciano sul Grande fiume, prevale l'insicurezza. Armi spuntate, contro i bracconieri e gli autori dei raid. Ci vorrebbe una polizia fluviale, ma i territori lungo l'asta del Po non si mettono d'accordo. Noi abbiamo percorso il tratto reggiano a bordo di una barca a motore con due guardiapesca, per documentare i luoghi interessati dalle incursioni. Potete leggere qui degli episodi più recenti, dei rari casi di arresti, dei tentativi di contrastare il fenomeno o di creare una task force.
COME "NAVIGARE" DENTRO LA MAPPA
Questa mappa è stata creata con Google Maps. Se posizionate il cursore al suo interno, al posto della classica freccia apparirà l'icona di una "manina": tenendo schiacciato il tasto sinistro del mouse (o usanto il dito nei sistemi touch di tablet e smartphone potete spostarvi da destra verso sinistra e viceversa, dall'alto verso il basso e viceversa. In basso a destra, il tasto + (più) vi consente di zoomare sulla mappa.
Se cliccate sull'icona della telecamera, vi appariranno i tasselli che introducono i singoli filmati. Se cliccate sull'icona della macchina fotografica, vi appariranno le immagini. Le altre icone rimandano a tasselli che contengono articoli collegati.
La lista dei filmati appare nel menu in alto a sinistra. Se cliccate su una specifica voce, sulla mappa si apre il tassello relativo. Allo stesso modo, potete cliccare su una delle "clip" della mappa: il risultato non cambia.
I PESCI SILURO
IL SILURO
È l'oggetto del desiderio della caccia di frodo sul Po. La sua carne all'Est è considerata un vezzo, in Italia invece è anche un'attrazione per i "pescaturismi". La lotta con un pesce del genere può durare anche mezz'ora e catturarlo non è semplice. Fra record e leggende i pescatori narrano di bestioni di oltre 2,60 metri di lunghezza.
DA DOVE VIENE
In principio arrivava dall'Europa orientale e dall'Asia. Oggi per trovarlo gli appassionati della "balena d'acqua dolce" dicono che sia necessario spostarsi in Spagna, sull'Ebro o il lago Mequinenza, dove il siluro è considerato una vera risorsa per economia e turismo (con tanto di statua).
LE NORME
La legge che riguarda la pesca nel Po impone la cattura obbligatoria del pesce, senza limiti di numero o peso. In altre parole, una volta preso all'amo, il siluro non può essere rilasciato.
LA STORIA
Quasi certamente questo pesce è stato immesso nei laghetti di pesca sportiva già durante gli anni '70. Successivamente è stato ributtato nel Grande Fiume. Per diverso tempo la sua presenza è stata una leggenda ma dagli anni '90 il siluro è diventato una realtà e, da lì a poco, il motivo principale della pesca di frodo. Per alcuni studi, il siluro è una minaccia per la fauna del fiume, per questo la legge incentiva la cattura. Così il Po è diventato la meta ideale per i bracconieri che - con metodi illegali come lamettiere e oggi l'elettricità - ne pescano a quintali durante la notte.
I PREDONI
La presenza degli "ungheresi" come li chiamano in gergo i pescatori viene indicata già dal 1999 quando - nella zona rodigina - si è insediato Lazlo Murman, 42enne residente nella zona di Papozze. Lui è considerato il capitano di una banda di predoni - si parla di oltre 200 persone e almeno 50 barche - che per anni hanno catturato illegalmente siluri e, per i pescatori, impoverito del 50% la fauna del Grande Fiume. Lazlo in passato ha negato più volte e ora si è ritirato ad un altro tipo di attività.
LE FOTO: STORDITORI ELETTRICI PER CATTURARE I PESCI SILURO
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Il viaggio interattivo
Qui sotto, il viaggio interattivo realizzato con Tripline, non visibile da dispositivi mobili (smartphone e tablet): cliccate sul tasto play in alto a destra per iniziare la navigazione
Risorse utili:
L'inchiesta di repubblica.it (2011)
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