Il parco Amendola si avvicina ai 45 anni, i cittadini chiedono interventi: «Serve un restyling»
Cristina Martinelli, organizzatrice delle “Passeggiate serali in compagnia e sicurezza”, spera di poter festeggiare il compleanno dell’area verde in un contesto diverso: «Negli anni persi 300 alberi»
MODENA. Un parco tenuto in piedi dalle persone, dimenticato dalle istituzioni. La storia del parco Amendola è una storia lunga e travagliata, ma che ha visto negli anni non solo svolte negative. A partire dal prossimo anno saranno passati 45 anni dalla sua fondazione e Cristina Martinelli, organizzatrice delle “passeggiate serali in compagnia e sicurezza”, spera di poter festeggiare il “compleanno” del parco in un contesto diverso.
«Aspettiamo da vent’anni»
«Il parco ha bisogno di un restyling e lo aspettiamo da vent'anni. Con la precedente amministrazione comunale sembrava che le cose dovessero cambiare, invece tutto è rimasto uguale a prima».
Strade dissestate, inadatte a biciclette e sedie a rotelle, cassonetti e illuminazioni insufficienti sono solo alcuni dei problemi del parco, che già nel 2020 aveva attirato l’attenzione delle istituzioni, facendo prevedere un investimento pari a 3 milioni di euro da parte del Comune per l’intera riqualificazione della zona. Soldi però che non sono mai neanche stati messi a bilancio, cosa invece accaduta con l’amministrazione Mezzetti, che ha potuto prevedere un investimento di 850mila euro. Di questi 450mila sono previsti per il restauro delle zone pedonali, mentre i restanti 400 mila saranno invece destinati al trattamento e al recupero dei laghetti presenti al centro del parco, che nonostante la presenza dell’ossigenatore risultano pieni di alghe. Oltre a questo, anche il livello delle acque si è abbassato, portando le radici degli alberi che circondano i laghetti ad essere sempre più esposte. Perfino la fauna e la flora del parco Amendola sembrano denunciare una pessima gestione dello spazio, con una riduzione significativa del numero di animali presenti e le“ malattie” che sembrano colpire molti degli alberi presenti.
«Popolare il parco per allontanare la criminalità»
«Ricordo che in molte zone c’ erano più alberi - continua Martinelli - nel corso degli anni abbiamo perso quasi 300 alberi, senza mai recuperarli davvero». Tra le cose rimosse e mai tornate rientrano anche alcuni attrezzi ginnici considerati non a norma che però, non mai stati reintegrati per contribuire alla creazione di una vita sociale importante all’ interno del parco.
«Dobbiamo capire che popolare il parco vuol dire anche allontanare la criminalità - conclude Martinelli - Per questo motivo dobbiamo renderlo agibile anche per disabili e biciclette. È con questo spirito che sono nate le nostre passeggiate serali in accordo con l’ Arma dei Carabinieri. Dobbiamo, però, saper rispettare il nostro parco, per contribuire a mantenerne il decoro».
Oggi sono numerose le associazioni che volontariamente si occupano del parco Amendola, con al centro la pulizia, l’ organizzazione di eventi e il decoro delle strutture presenti e che sperano di poter festeggiare un giorno una gestione diversa. l
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