L’accoltellatore di don Rodrigo rimarrà in carcere: la decisione del giudice
Il 29enne ha ammesso i fatti anche nell’interrogatorio davanti al giudice. La difesa non si è opposta alla richiesta di custodia in carcere avanzata dal pm
MODENA. Resta in carcere il 29enne italiano fermato dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio per l’accoltellamento a don Rodrigo Grajales Gaviria il 30 dicembre in via Castelmaraldo.
La decisione del giudice
Il giovane, assistito dall’avvocato Andrea Mattioli, ieri mattina – sabato 3 dicembre - alle 8.45 è comparso davanti al gip Donatella Pianezzi per l’interrogatorio di garanzia che si è tenuto al Sant’Anna. Il pm Giuseppe Amara ha chiesto il mantenimento della custodia cautelare in carcere, la difesa non si è opposta. E dopo essersi riservato per alcune ore, nel pomeriggio il giudice ha confermato il carcere. Il giovane ha risposto alle sue domande ribadendo quanto detto al pm subito dopo l’arresto. Si è cioè detto pentito, ammettendo i fatti, dicendo di aver accoltellato il don dopo averlo pedinato per una quarantina di minuti mentre camminava in centro. I due si erano visti sul bus della linea 6, e il 29enne ha ribadito di essersi sentito offeso da comportamenti o parole sentite dal sacerdote sull’autobus. Una “motivazione” abbastanza singolare: don Rodrigo è la persona più pacifica del mondo, e tra i due non c’è alcun rapporto di conoscenza pregresso.
Problemi mentali
Il giovane era seguito da tempo dal Centro di salute mentale di Carpi, ma era domiciliato a Modena in un appartamento gestito da una cooperativa sociale. Ha un amministratore di sostegno, nominato dal Tribunale, anche se non si conoscono ancora le motivazioni, visto che ha tuttora in vita genitori (a Reggio) e nonni (a Carpi). Forse perché loro non si curavano delle sue problematiche, e lui da solo non si è mostrato in grado di provvedere a se stesso. Risulta anche che il 29enne in passato abbia già avuto seri problemi con la giustizia quando era ancora minorenne: gli è contestato un grave episodio di aggressione con lesioni. Una figura dunque problematica: la Procura ha già anticipato che chiederà la perizia psichiatrica, istanza condivisa dalla difesa: «È senz’altro una persona che deve essere esaminata – sottolinea l’avvocato Mattioli – credo peraltro che non abbia ancora ben elaborato l’accaduto». Don Rodrigo intanto è stato dimesso: per lui 20 giorni di prognosi.
