Gazzetta di Reggio

L’episodio

Autista del bus aggredito dopo l’incidente a Modena: «Insultato e spintonato»

Mattia Vernelli
Autista del bus aggredito dopo l’incidente a Modena: «Insultato e spintonato»

Il dipendente di Seta: «È sceso dall’auto minaccioso: sono finito in ospedale. Nessuno dei presenti è intervenuto»

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MODENA. «Sono stato aggredito, spintonato e minacciato. All’ospedale mi hanno dimesso con tre giorni di prognosi, è davvero frustrante: noi autisti siamo spesso in balia di aggressioni di questo tipo». È un dipendente di Seta a raccontare l’episodio accaduto lunedì intorno alle 20.50 in via Berengario, a poche decine di metri dall’incrocio con largo Sant’Agostino.

L’incidente e l’aggressione

«Appena mi sono immesso nella via un’auto è uscita in retromarcia da un parcheggio dal lato della carreggiata. Non si è accorto del mio arrivo e si è “lanciata” in mezzo alla strada davanti all’autobus, ho dovuto inchiodare. Poi, inspiegabilmente, ha continuato a indietreggiare e con la parte posteriore mi ha violentemente urtato. A quel punto sono sceso, e il mio primo pensiero è stato quello di scattare delle foto per poi fare la constatazione amichevole. Mi è parso da subito strano il comportamento del conducente, che non è uscito subito dall’auto, ha aspettato almeno un minuto. Poi mi ha aggredito, spintonandomi e minacciandomi per le foto che avevo appena scattato: “Metti via quel cellulare, st***zo!”. Io ho tentato in tutti i modi di salire sull’autobus per proteggermi, ma lui continuava, con spintoni molto violenti. Anche la sua compagna, che sedeva davanti, nel sedile dei passeggeri, mi insultava».

Nessuno interviene

Alle 20.50 in via Berengario sono presenti tante persone nel luogo dell’episodio. «Ciò che mi ha stupito è stato l’immobilismo di tutti. Nessuno ha mosso un dito. Le sue grida hanno richiamato almeno una decina di persone, che dai marciapiedi osservavano attoniti, senza aiutarmi. Quando poi sono riuscito a chiudermi all’interno dell’autobus, è accaduto l’incredibile: l’uomo si è arrampicato sul baule dell’auto battendo i pugni contro il parabrezza del mio mezzo. Mi intimava di uscire e “regolare i conti”. Io, intanto, ero in contatto con la polizia, che è intervenuta per ricostruire l’incidente. Successivamente sono andato all’ospedale e sono stato dimesso con tre giorni di prognosi, e poi ho fatto denuncia in questura», conclude l’autista.