Gazzetta di Reggio

Boom del turismo a Modena, la proposta: «Diventi città creativa Unesco per la gastronomia»

di Stefano Luppi
Boom del turismo a Modena, la proposta: «Diventi città creativa Unesco per la gastronomia»

Amedeo Faenza, vicepresidente di Federalberghi Emilia Romagna, e Franco Bontempi, coordinatore di Modenatur: «Sarebbe importantissimo ottenere questo nuovo riconoscimento e diventare la quarta città in italia ad averlo dopo Parma, Alba e Bergamo»

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MODENA. Boom del turismo a Modena e provincia, con numeri che sono ormai quelli del 2019, anno record prima del Covid. Lo mostrano i numeri turistici “storici” riassunti qui che “fotografano” questo importante comparto della comunità, un biglietto da visita fondamentale nella “competizione” tra città. Miglior organizzazione e collaborazione tra pubblico e privato (agenzie, alberghi, ristoranti, b&b) assicurano dunque risultati migliori, con un aumento delle notti passate dal turista sotto la Ghirlandina oggi pari a 2,5 di media. Lo dicono gli operatori - Federalberghi e l’agenzia Modenatur - che ora chiedono alle istituzioni modenesi di fare un forte passo avanti con una richiesta specifica. La proposta arriva per la prima volta da Amedeo Faenza, vicepresidente di Federalberghi Emilia Romagna e numero uno a Modena della associazione e Franco Bontempi, coordinatore di Modenatur: «Visto che di recente l’Unesco ha ufficialmente riconosciuto la cucina italiana “patrimonio culturale immateriale dell’umanità”, sarebbe importantissimo che Modena divenisse la quarta città creativa Unesco per la gastronomia al pari di Parma, Alba e Bergamo. Svilupperemmo sempre più il settore enogastronomico, qui importante da sempre, visto che non c’è il solo Bottura e abbiamo il maggior numero di eccellenze dop e igp dell’Emilia Romagna». Ricordiamo che Modena, oltre a fregiarsi dal 1997 dell’importante titolo di “Patrimonio dell’Umanità" per Duomo, Ghirlandina e piazza Grande da qualche anno è anche “città creativa per le media arts”: ovviamente il primo incide moltissimo dal punto di vista turistico,deve anora dare i suoi frutti, al momento, il secondo titolo, pure importante per l’innovazione.

I numeri

I pernottamenti, dunque le notti passate dai turisti in alberghi e bed&breakfast, nel 2016 sono stati nel territorio pari a 542.964 (i picchi a maggio e ottobre con oltre 50mila presenze) mentre nel 2024 si è saliti a quota 585.866 con mesi “forti” maggio (70.177 pernottamenti), settembre e ottobre (69mila). Oltre alle notti trascorse gli esperti dei flussi turistici analizzano anche gli arrivi di turisti che tra le popolazioni straniere qui perlopiù provengono da Germania, Francia e Stati Uniti: nel 2016 si era a quota 247.755 (clou ad aprile, maggio, settembre e ottobre) mentre nell’ultimo anno completo rilevato, il ’24 si è passati a 347.375 con un maggior equilibrio degli arrivi in tutti i mesi (ognuno di quasi 30mila). A Modena è la visita alla Ghirlandina a farla da padrone, con numeri elevati. A parte le precedenti aperture periodiche saltuarie la torre civica nel 2025 ha festeggiato dieci anni di apertura continuativa che la confermano come la principale attrazione turistica cittadina. Complessivamente nel decennio i visitatori del simbolo di Modena sono stati 441.794: costante l’incremento dei flussi, passati da una media di 3.500 persone al mese nel 2015, con alla fine un totale di 28.368 ai 5.600 del 2024, totale di 67.376 (il 23,79% stranieri). Anno, quest’ultimo, che ha stabilito un nuovo primato di visitatori, segnando +3,85% rispetto al 2023. Trend che si sta confermando nell’anno appena concluso, del quale ancora non sono stati diffusi i dati completi anche se il Comune spiega che dal primo dicembre al 6 gennaio scorsi, a salire sulla Ghirlandina sono state 7.356 persone con una crescita superiore al 7% rispetto all’anno precedente mentre le vicine sale storiche del Palazzo Comunale hanno accolto 1.965 visitatori. Più in generale nel complesso, tra il 1° dicembre e l’Epifania sono stati 58.028 i turisti stranieri che attraversano l’area Unesco per un totale di 467.742 visite turistiche. Numeri molto elevati anche in Appennino, visto che il Comprensorio del Cimone di Sestola, con i suoi 50 chilometri di piste e 20 impianti di risalita, nonché 50 anni di attività, si è confermato quello più visitato dai turisti della montagna.

Alberghi e hotel

«Proprio il comparto del Cimone - spiega Amedeo Faenza - ha visto una crescita turistica recente calcolabile nel 5-6% dei pernottamenti, numeri buoni. Anche Modena città “tiene” anche se a fine anno, lo sappiamo, essendoci meno eventi il nostro turismo un po’ decresce insieme a quello dei mesi più caldi. Del resto siamo una città e provincia a vocazione manifatturiera che ora si sta allargando, bene appunto la neve e si sviluppa anche la montagna d’estate mentre in città si va forte nei periodi dei grandi eventi, come il festival filosofia, il MotorValley fest e ora con l’annunciato JazzOpen per il quale abbiamo forti aspettative. Ovviamente restiamo una città forte nel turismo business che cala nel fine settimana, con iniziative importanti come quello della Camera di Commercio “Modena ti regala una notte». Faenza non pare troppo preoccupato della situazione di ModenaFiere: «A parte avere grandi aspettative per il futuro dell’ex cinema Principe che dovrebbe avere un ampio auditorio per quel che riguarda la fiera non dimentico che il Comune, l’assessore Paolo Zanca, sta facendo un grosso lavoro mettendo insieme quest’anno 24 eventi al posto dei 14 dello scorso anno. Fiore all’occhiello Modenantiquaria. Va anche ricordato che da anni, visto che Bologna non regge certi numeri di presenze, in occasioni di grosse fiere bolognesi quel pubblico dorme anche da noi».