«C’è una perdita di gas, l’oro è in pericolo», ma la vicina di casa sventa la truffa a un 89enne
In manette due finti operatori del gas mentre tentavano il colpo nella casa di un 89enne a Modena, tra zona Amendola e Saliceta San Giuliano. Una residente della via ha visto tutto e ha lanciato l’allarme, sul posto la polizia di Stato che ha arrestato i due uomini
MODENA. «Ci sono due uomini che sono entrati in casa con una radiolina, indossano guanti e parrucche, hanno fare sospetto. Secondo me sono ladri». Questo l’allarme provvidenziale lanciato da una vicina che ha permesso di sventare una truffa ai danni di un 89enne. La banda – formata da tre persone, due finti operatori di luce e gas e una terza complice rimasta in strada per fare da palo – si è presentata alla porta dell’anziano alle 11.45 di oggi, 10 gennaio. A raccontare l’episodio accaduto tra zona Amendola e Saliceta San Giuliano è il figlio della vittima.
I finti tecnici
«Al citofono – racconta il figlio della vittima –, erano due uomini vestiti da tecnici. Mio padre li ha raggiunti al cancello, con fare persuasivo e con una finta strumentazione che rilevava presunte fughe di gas, l’hanno convinto. Con la scusa di dover controllare il contatore per una perdita dalle tubature sono entrati in casa, e mio padre li ha accompagnati al piano superiore. Non sapevano però che qualcuno li stesse osservando». Una residente della via, senza farsi notare, osserva tutta la situazione dal garage di casa. «Fuori c’era una terza complice della banda – continua il racconto del figlio –, una ragazza che si guardava intorno per controllare che tutto filasse liscio. Mio padre, intanto, ha accompagnato i ladri al primo piano mostrando loro la cassaforte. I due truffatori gli avevano detto che era necessario consegnare tutto l’oro al più presto, perché il gas avrebbe potuto scatenare un’esplosione». Nella cassaforte, stando a quanto riferito dalla Procura, i truffatori hanno trovato 700 euro che hanno riposto in una stagnola per poi rubarla. Poi, hanno tentato con un flessibile di aprire una seconda cassaforte, di cui la vittima non ricordava il codice di sicurezza.
L’allarme della vicina
«Poi, uno dei due ha riaccompagnato mio padre al piano terra, l’ha intrattenuto, mentre l’altro è rimasto al piano superiore, frugando un po’ ovunque. Abbiamo trovato le stanze al primo piano in disordine, ma anche in quel caso hanno cercato invano. In tutto sono rimasti dentro circa dieci minuti, ed è stato in quel momento che ho ricevuto la chiamata dalla vicina di casa. È stata provvidenziale». Il figlio, capendo subito che si tratta di una truffa, ha chiamato il 112. Come riportato, i ladri erano travestiti: oltre alle giacche da operatori, la parrucca e dei particolari occhiali colorati, indossati per non farsi riconoscere, non sono passati inosservati. Sul posto interviene la polizia di Stato. Nel giro di pochi minuti gli agenti sono arrivati. Alla vista della polizia i due hanno tentato la fuga correndo al primo piano, uno rifugiandosi dietro la porta del bagno e l’altro nella camera da letto. I due truffatori – di 19 e 33 anni, entrambi italiani residenti a Torino – sono stati arrestati, e oggi saranno processati per direttissima con l’accusa di truffa aggravata e tentato furto in abitazione. Gli agenti hanno inoltre trovato diversi strumenti da scasso, tra cui cacciaviti, pinze, spray al peperoncino e punte in ferro, oltre al falso tesserino dell’azienda multiutility di cui si erano spacciati. «La complice, invece, si è data alla fuga», riferisce il figlio della vittima.
Movimenti sospetti nei giorni precedenti
«Alcuni giorni prima – continua - , mia sorella aveva notato dei movimenti sospetti lungo la via. Alcune persone hanno perlustrato la nostra casa e hanno visto alcuni uomini guardare dentro all’abitazione e al cortile. Probabilmente stavano studiando sa da alcuni giorni il colpo e sono entrati proprio quando sapevano che mio padre era solo in casa. Hanno agito in maniera molto persuasiva». La tecnica dei finti operatori di luce o gas o delle finte forze dell’ordine è piuttosto diffusa. Mercoledì scorso 4 febbraio, in via Imola, un’anziana, con la medesima scusa della presunta fuga di gas, ha aperto la porta a due uomini vestiti da operatori. La vittima è stata narcotizzata, mentre i due truffatori hanno portato via un bottino da migliaia di euro tra oro, gioielli e contanti. La donna, che era stata stordita inalando una sostanza spruzzata dai due truffatori, non ricordava quanto accaduto.
