Gazzetta di Reggio

La storia

Famiglia di cinque persone dorme in auto dopo lo sfratto: «Siamo senza casa da due mesi»

di Mattia Vernelli
Famiglia di cinque persone dorme in auto dopo lo sfratto: «Siamo senza casa da due mesi»

Una coppia con tre figlie da mesi abita in una Ford Fiesta a Modena: «Vivevamo dal 2004 in una casa in via Toniolo, poi è cambiata la proprietà e ci siamo ritrovati in strada. Posso pagare l’affitto, ma non trovo nulla: tutto B&B o per studenti»

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MODENA. «È dura, molto dura. La sera, prima di coricarci in macchina, ripeto alle mie figlie che è solo un periodo, che tutto si sistemerà. Sto lottando per dare loro un futuro migliore di quello che stiamo vivendo». Hammady, 61 anni, è arrivato in Italia, dalla Tunisia, nel 1986. Lo incontriamo a Modena Ovest in pausa pranzo, fuori dalla fabbrica in cui lavora da più di trent’anni.

«Dormiamo in macchina»

«Dormiamo in macchina da febbraio. Io, mia moglie e le nostre tre figlie. Ogni tanto affitto un ostello, ci alterniamo, non posso permettermelo sempre per tutti e cinque. Questa sera ho trovato una camera per mia moglie e la più piccola. Io e la maggiore dormiremo in auto, mentre la terza è ospite da un’amica». La loro casa ambulante è una vecchia Ford Fiesta station wagon. Dentro ci sono panni, bottiglie d’acqua, cuscini e zaini contenenti beni di prima necessità. «La cassetta delle medicine non manca mai. I vestiti non li teniamo qui – spiega –, ma nella cantina di un amico che ci ha allestito una sorta guardaroba. Quando possiamo, facciamo la doccia da conoscenti che ci ospitano. È frustrante: da trent’anni lavoro come operaio meccanico nella stessa azienda. Ho sempre pagato le tasse, qui sono nate le mie figlie e Modena la conosco meglio ormai della mia città di origine. Da quando siamo stati sfrattati, alcuni amici sono stati solidali, ma mi sento respinto da questa città. Le istituzioni non aiutano, i prezzi degli affitti sono alle stelle. Tornare in Tunisia? Le mie figlie sono nate a Modena, qui hanno tutto: amiche, scuola, il territorio che chiamano casa».

Lo sfratto

Lo sfratto è avvenuto a febbraio. «In via Toniolo vivevamo dal 2004, non ho mai sgarrato di un giorno il pagamento dell’affitto. Poi è cambiata la proprietà dell’appartamento, e hanno voluto lasciarlo a dei famigliari. Da quando ci hanno annunciato lo sfratto abbiamo iniziato a guardarci intorno tra agenzie, annunci e conoscenze. Poi è arrivato il giorno in cui ci siamo ritrovati in mezzo alla strada. Ho detto a mia moglie che sarebbero stati alcuni giorni per tranquillizzarla. Io i soldi per pagare un affitto ce li ho, ma il tempo passa e nessuno dei proprietari o agenzie a cui mi sono rivolto mi ha dato risposte certe. Ora – spiega Hammady – sono in attesa della chiamata di un’agenzia. Ho un Isee superiore alla soglia per ottenere le case popolari, e la maggior parte dei proprietari affittano per pochi giorni, solo B&B oppure camere per studenti».

Le figlie a scuola

Due figlie sono adolescenti, mentre la maggiore lavora in un’azienda della provincia. «Le due più piccole vanno a scuola. Il pomeriggio la piccola studia in biblioteca e usufruisce del doposcuola. Continuano a prendere buoni voti e a studiare, nonostante tutto, e questo mi fa molto felice. Anche per loro è stato un trauma. Prima avevano i loro spazi, la loro camera. Ora anche farsi una doccia è diventato un problema. Mia moglie, ad esempio, in questo momento, è al parco Ferrari. Passa le mattinate a camminare, aspettando che le ragazze escano da scuola. Poi le va a prendere, e passano il pomeriggio ai Giardini Ducali, poco distante da dove spesso passiamo le notti», racconta il 61enne.

In cinque in un'auto

La famiglia non ha un luogo fisso in cui parcheggiare la macchina: «Dipende anche dall’illuminazione, certe zone sono pericolose. A volte dormiamo nei pressi dei Giardini Ducali, oppure ci spostiamo in uno spiazzo accanto alla sede di Hera, nel parcheggio sotto al cavalcavia. Ultimamente ci appostiamo anche nei pressi del Centro Ferriere, ma a volte abbiamo paura. Una notte siamo stati svegliati da una rissa proprio accanto alla nostra auto tra malintenzionati. Siamo rimasti immobili e abbiamo pregato che non ci vedessero. Febbraio è stato senza dubbio il mese più duro, c’era molto freddo, ci coprivamo con strati di coperte. Quando non riesco ad affittare una camera, capita anche di dormire in cinque dentro alla Fiesta. Non è semplice, ma spero di trovare una soluzione», conclude Hammady.

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