Gazzetta di Reggio

Il caso

Carpi, violenza sessuale a un bimbo di cinque anni: sotto accusa la madre


	Il processo
Il processo

Il piccolo ha raccontato che veniva portato in una stanza in cui accadevano “cose brutte”. Una psicologa dovrà stabilire se il minore può testimoniare

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CARPI. L’accusa di violenza sessuale è agghiacciante sempre, ma ancor di più in questo caso pensando all’età della vittima, un bimbo di soli 5 anni, e al fatto che la presunta responsabile è lei, la madre che dovrebbe prendersene cura.

La situazione

È una dolorosissima storia che porta a Carpi, esplosa con la denuncia del papà del bimbo a gennaio 2026 e che ieri in tribunale ha visto da parte del gip la nomina di un consulente (la psicologa e psicoterapeuta Elena Francia) con un arduo compito: stabilire se il piccolo può essere sentito in aula. La madre è una 31enne di origine cinese. È accusata di violenza sessuale con due aggravanti: l’essere stata commessa sul figlio e con modalità fortemente lesive della sua salute. È accusata anche di maltrattamenti, in concorso con il compagno, un 45enne tunisino. Per lui è naufragato il matrimonio con il marito, un 33enne italiano, dopo che quest’ultimo ha scoperto che era incinta dell’altro. È accaduto nel 2023: ha avviato subito le pratiche di una separazione che si è rivelata molto combattuta, approdata in sede giudiziale. Il giudice, cosa abbastanza rara, nel disporre l’affido congiunto del figlio della coppia ha deciso il collocamento prevalente non dalla mamma ma dal papà.

La denuncia

Secondo quanto ricostruito dall’accusa, è andata così. Verso la fine del 2025 il padre si è accorto che il bimbo aveva atteggiamenti strani: sia per le parolacce che diceva (a cinque anni) che per i comportamenti con i compagni di giochi. Come quando cercava di cacciarli fuori di casa se facevano cose che non gli piacevano nei giochi. Parlando con lui, il bimbo gli ha riferito che la mamma e il suo nuovo compagno lo mettevano in punizione in una stanza triste fuori casa, dove non poteva giocare. Faceva i conti con metodi educativi particolarmente severi. E poi ha riferito di aver subito altre “cose brutte”. Anche le tate dell’asilo hanno riferito di comportamenti strani, e piuttosto sospetti. Cercando di andarci a fondo, il padre ha capito con suo sconcerto che non si trattava solo di maltrattamenti, ma anche di azioni a sfondo sessuale (in questo caso però compiute solo dalla madre).

Le denunce

Da qui la duplice denuncia: per violenza sessuale (contro la madre) e per maltrattamenti (contro entrambi). Il padre è stato seguito sul fronte penale dall’avvocato Federica Turci, mentre su quello civile per la separazione è assistito da Maria Giulia Cigarini. I due invece sono difesi dall’avvocato Barbara Bandiera. Appreso delle gravissime accuse mosse dall’ex marito alla madre in sede penale, il giudice civile (della vicenda si occupano ovviamente anche i servizi sociali) ha subito disposto il divieto per la donna di vedere il figlio: adesso può vederlo e parlare con lui solo in videochiamata. Per il resto rimane sotto la custodia del padre. Ieri mattina (24 aprile) su richiesta del pm (Giulia Stignani), il gip ha disposto in incidente probatorio la perizia sul minore: la psicologa dovrà stabilire se il bimbo può riferire in aula quello che ha subito. I due avvocati hanno nominato propri consulenti. Il 30 giugno verranno portate le conclusioni in aula. 

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