Gazzetta di Reggio

La testimonianza

Antonio morto a 28 anni in moto: «Ho visto lo schianto e atteso i soccorsi, un dolore enorme»

di Ginevramaria Bianchi

	Antonio Bruno, morto a 28 anni
Antonio Bruno, morto a 28 anni

Il consigliere comunale di Bomporto Giuseppe Volpe testimone della tragedia sulla strada provinciale 482 Ostigliese, nel Mantovano, in cui è morto il suo concittadino Antonio Bruno

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BOMPORTO. «Io a quell’ora ero lì: non andavo con lui, ero in moto con mia moglie e, casualmente, mi trovavo dietro, a distanza di circa un chilometro e mezzo quando ha fatto l’incidente. Non sapevo nemmeno che fosse di Bomporto all’inizio. Ho aspettato i soccorsi come un cittadino qualunque. Abbiamo atteso i sanitari, ma non c’era già più nulla da fare. Purtroppo l’ho visto schiantarsi violentemente contro il guardrail. Un dispiacere, davvero».

La tragedia

A ricapitolare quanto successo domenica (17 maggio) lungo la strada provinciale 482 Ostigliese, quando Antonio Bruno ha perso la vita in un incidente in moto, è Giuseppe Volpe, consigliere comunale d’opposizione a Bomporto, che casualmente si trovava sulla stessa strada del compaesano, sempre in moto. Il ventottenne di Bomporto era in sella alla sua Yamaha e si stava dirigendo verso il centro del paese quando, per cause ancora in corso di accertamento, ha perso il controllo del mezzo finendo in un fosso a lato della carreggiata, nei pressi di Garolda, nel mantovano. L’impatto è stato violentissimo e per il giovane non c’è stato nulla da fare: i soccorsi hanno potuto soltanto constatarne il decesso.

I soccorsi

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Roncoferraro, i vigili del fuoco del comando di viale Risorgimento, un’automedica e un’ambulanza del Soccorso Azzurro. Vicino a lui, come detto, il consigliere comunale di Bomporto, che ha visto la scena ed ha aspettato i soccorsi. «So che lui abitava da poco in città, circa due anni. Non aveva parentele qui, viveva da solo, e non ho avuto modo di parlare con persone che lo conoscessero. Ho aspettato i soccorsi come avrebbe fatto qualunque buon cittadino. Ma appena ho visto lo schianto sapevo che non ci sarebbe stato nulla da fare». Secondo le prime ricostruzioni non risultano altri veicoli coinvolti: il giovane avrebbe fatto tutto da solo, perdendo il controllo in un tratto di strada poco trafficato. La Yamaha, nelle condizioni in cui è stata ritrovata, conferma la violenza dello schianto. 

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