Ondata di odio contro il Modena Pride: «Minacce e insulti, non arretriamo»
Gli organizzatori dell’evento del 20 giugno pubblicano i post ricevuti online
MODENA. “Quanta immondizia, portatori di malattie”. “Al rogo tutti”. “Da internare”. E ancora. “Pedofili da impiccare”. “Quel tizio con l’automobile ha sbagliato giorno”. “Ci volevano Mussolini e Hitler”. “Benzina”. Ebbene, questi sono soltanto alcuni dei messaggi comparsi nelle ultime ore sotto i post dell’account Modena Pride, gestito dalla comunità di Arcigay Modena. Commenti che spaziano dall’insulto alla minaccia, fino all’istigazione alla violenza. Una raffica di contenuti che gli organizzatori hanno deciso di rendere pubblica all’inizio del Pride Month, il mese di giugno dedicato all’orgoglio e alla visibilità delle persone Lgbtqia+, per lanciare un messaggio preciso: «il Pride si farà, e proprio quanto accaduto dimostra perché continua a essere necessario».
Gli insulti al Modena Pride
L’appuntamento del corteo è infatti confermato per sabato 20 giugno 2026. Il ritrovo sarà all’ex Macello di Modena, tra via 4 Novembre e via Padre Candido, alle 14.30, mentre la partenza del corteo cittadino è prevista alle 16.30. Una giornata che gli organizzatori definiscono «di rivendicazione, visibilità e partecipazione, ma che quest’anno arriva dopo giorni segnati da una pesante ondata di odio online». «Questi sono solo alcuni dei commenti che riceviamo quando parliamo di Pride», scrive il coordinamento della manifestazione, mostrando decine di schermate raccolte sotto i propri contenuti social. Tra i messaggi pubblicati compaiono frasi come “gente che non serve e da eliminare”, “si estingueranno come i dinosauri”, “vergognosi”, “depravati”, oltre a richiami a violenze fisiche e minacce esplicite. Per gli organizzatori non si tratta di semplici opinioni, ma di «attacchi». «Tutto questo dimostra concretamente come l’odio in rete non resti mai confinato online, ma si traduca quotidianamente in esclusione, paura, violenza e isolamento», affermano gli organizzatori.
Il significato del Pride
Da qui la risposta alla domanda che spesso accompagna il dibattito pubblico: serve ancora il Pride nel 2026? «Sì», ribadiscono. E poi, a favore della risposta, ci elencano alcune delle questioni che restano aperte in Italia: «Dall’assenza del matrimonio egualitario alle limitazioni sul riconoscimento delle famiglie omogenitoriali, fino alle difficoltà incontrate dalle persone transgender sul fronte del riconoscimento della propria identità». A questo si aggiunge, sottolineano gli organizzatori, «la mancanza di una normativa specifica contro le discriminazioni e le violenze fondate sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere». Non è casuale che tutto questo avvenga proprio a giugno. Il Pride Month viene celebrato in questo periodo per ricordare i moti di Stonewall, scoppiati a New York nel giugno del 1969. Da allora, il mese di giugno è diventato, in molti Paesi, un momento di mobilitazione, memoria e rivendicazione dei diritti civili. E proprio per questo la comunità modenese conferma il proprio percorso senza arretrare. Nonostante l’odio, le minacce, la paura diffusa, il 20 giugno, dunque, il corteo tornerà ad attraversare le strade della nostra città. Per celebrare, ma soprattutto per rivendicare diritti che «non possono ancora dirsi pienamente acquisiti».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
