Indagato all’incontro coi bimbi. È “scaricabarile” sull’invito
Il Comune: «Non siamo stati noi». Le insegnanti: «Neanche noi»
MODENA Chi ha invitato all’incontro del 3 giugno con i bambini il giornalista palestinese di Al Jazeera Wael Al-Dahdouh, che si è presentato accompagnato dal suo interprete Sulaiman Hijazi, indagato quest’ultimo per terrorismo? Nessuno parrebbe, sentendo le dichiarazioni. Eppure qualcuno deve averlo fatto. Ma a riguardo si registra una sorta di “scaricabarile” tra Comune e insegnanti del “Movimento Cooperazione Educativa”.
L’organizzazione
Da quanto si apprende, l’incontro sulla pace, presso il Laboratorio Aperto, era stato organizzato come sorta di momento di restituzione dopo che i bambini nei mesi scorso avevano partecipato al progetto “Flottiglia delle lettere di pace” organizzato dal Movimento di Cooperazione Educativa (MCE). I bimbi avevano scritto lettere di pace alle autorità (Papa, Trump...), e quindi anche al sindaco Massimo Mezzetti, che dopo aver ricevuto la lettera a dicembre era rimasto colpito dai pensieri dei bambini e aveva detto che sarebbe venuto volentieri a incontrarli per approfondire l’argomento pace.
Da qui si arriva all’incontro del 3 giugno, che ha visto la partecipazione di circa 200 bambini delle scuole primarie Graziosi, Sant’Agnese, Gramsci e Pascoli, e di quella d’infanzia Collodi. Ma all’incontro hanno preso parte anche Wael Al-Dahdouh e l’interprete Sulaiman Hijazi, indagato quest’ultimo dalla Procura di Genova per terrorismo. Secondo quanto riporta “Il Giornale”, l’incontro sarebbe stato condito dal canto “Free Palestine” intonato da alcuni bambini. Da qui ulteriori polemiche, e imbarazzo.
Il Comune
Il Comune fa sapere che «l’incontro non prevedeva la partecipazione di nessun altro oltre al primo cittadino proprio perché lo scambio di lettere era avvenuto tra i bambini delle classi e il sindaco. Il 2 giugno una delle insegnanti coinvolte ha informato l’amministrazione che il giornalista Wael Al Dadouh, in città per partecipare a un’iniziativa in piazza Grande, saputo di questo incontro di cui era stata data notizia proprio nel contesto dell’assemblea pubblica, aveva espresso la volontà di essere presente. Non c’è stato nessun invito formale, se non la presa d’atto della presenza di un giornalista che era noto al sindaco e all’amministrazione. Da sempre le insegnanti erano state informate che il sindaco aveva un'ora a disposizione, tanto che verso le 10 Mezzetti, dopo aver conversato in modo esclusivo con i bambini e aver risposto a molte delle loro domande, si è allontanato per altri impegni. Come già detto dallo stesso Mezzetti, nell’ora in cui è stato presente non è stato mai citato nel colloquio con i bambini il conflitto fra israeliani e palestinesi né intonato nessun canto di natura politica. Quanto accaduto successivamente all’uscita di scena del sindaco, non è dato a noi sapere».
Le insegnanti
«L’incontro non l’abbiamo organizzato noi – puntualizza Carla Fedele, insegnante delegata del gruppo territoriale di Modena del MCE – noi abbiamo solo ricevuto l’invito dal Comune. Abbiamo visto il giornalista e il traduttore sul posto, non erano annunciati. Non potevamo quindi sapere che fosse presente un indagato per terrorismo. A me non risulta che ci sia stata il giorno precedente una richiesta del MCE di fare partecipare queste due figure».l
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