San Felice, “La Bottega del Mulino” ritorna in centro dopo il sisma
L’attività si era spostata dopo il terremoto, sabato scorso l’inaugurazione: «Nei container anni difficili, ma non abbiamo mai mollato e adesso eccoci qua»
SAN FELICE. Sabato scorso la Bottega del Mulino, una delle attività commerciali più storiche di San Felice, è finalmente tornata nella sua sede originale, quella che aveva dovuto lasciare dopo il terremoto del 2012. Un momento che ha significato molto più di una semplice inaugurazione: per i sanfeliciani è stato come vedere tornare al proprio posto uno degli ultimi tasselli che mancavano per completare il puzzle della ricostruzione del paese.
Il taglio del nastro
Tanti cittadini hanno partecipato all’inaugurazione, trasformata anche in un simbolico passaggio di testimone tra Cristina Spinelli, ultima proprietaria della bottega, e Debora Mantovani, che sabato ne ha raccolto l'eredità. Quella della Bottega del Mulino è la storia di un'attività che per decenni ha accompagnato la vita quotidiana del quartiere, tra clienti diventati amici, giornate di lavoro, sacrifici e tanta collaborazione. Una storia fatta di fatica, certo, ma anche di comunità e di persone che, nel tempo, sono diventate una famiglia. Aperta prima degli anni Sessanta, la Bottega del Mulino ha come primo proprietario documentato Silvestri Nardo. La bottega è sempre stata il classico negozio di vicinato, quello dove si trovava un po' di tutto: generi alimentari, tabacchi, cancelleria e tanti altri prodotti di uso quotidiano. Negli anni l'attività è passata nelle mani di Angela Testi che, insieme al figlio Luca Morselli, l'ha gestita per diverso tempo. Nel 2010 è poi arrivata Cristina Spinelli: dopo appena due anni, però, il terremoto ha cambiato completamente il corso della sua storia. «Come moltissimi altri commercianti di San Felice ci siamo dovuti reinventare – racconta Cristina – Prima il container, poi la casetta di legno: per anni quella è stata la nuova casa della Bottega del Mulino, in attesa di poter tornare dove tutto era iniziato. Anni difficili – ricorda l’ex proprietaria - nei quali, però, non è mai mancato il sostegno delle persone. C'è stato chi ha messo a disposizione un garage per custodire la nostra merce, chi ha dato una mano durante i traslochi e chi ha continuato a entrare in negozio ogni giorno, senza mai smettere di credere, insieme a noi, che ce l’avremmo fatta».
Il passaggio di testimone
Alle conseguenze del terremoto si sono poi aggiunte la pandemia e anche diversi furti. Eppure, chiunque entrasse nella Bottega del Mulino trovava sempre la stessa accoglienza: un sorriso, una battuta e la voglia di far sentire ogni cliente a casa. Durante l'inaugurazione di sorrisi se ne sono visti davvero tanti. Tra l'emozione dei saluti della storica gestione e la curiosità di scoprire la nuova sede e conoscere la nuova proprietaria, i presenti hanno trascorso un pomeriggio all'insegna della convivialità e di quel forte senso di comunità che da sempre accompagna la storia del negozio. «Con la nuova gestione manterremo i prodotti e la qualità che hanno sempre contraddistinto questa bottega, arrivata ormai alla quarta gestione – spiega Debora Mantovani –. Cambia invece il logo, che ora raffigura un mulino ad acqua, un richiamo alla storia della via dove si trova il negozio e all'antico mulino che un tempo sorgeva proprio in quel luogo». All'inaugurazione era presente anche il sindaco Michele Goldoni, che ha voluto sottolineare il valore di questa riapertura. «A chi ha portato avanti questo negozio fino a oggi voglio fare i complimenti – dichiara il primo cittadino –. Ci avete sempre messo amore, qualità e dedizione verso i clienti. Sono certo che gli stessi ingredienti siano anche nelle mani di chi oggi raccoglie questa importante eredità. Faccio un grande in bocca al lupo a Debora e auguro a questa attività storica di continuare a essere un punto di riferimento per il nostro paese», conclude Goldoni.
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