Addio a Bice, barista di una volta: «Al bancone dal mattino alla sera»
Aveva 91 anni. Il suo locale a Polinago ancora crocevia di vita in centro
POLINAGO. Polinago ha perso “un’istituzione”, una di quelle figure che hanno fatto la storia del paese nel loro essere lì tutti i giorni per dare servizio e accoglienza, con la dedizione delle persone di una volta. Martedì, 28 luglio, si è spenta all’ospedale di Pavullo Beatrice Bonacci, per tutti “Bice”, a 91 anni. È stata la fondatrice del celebre Bar Bice tuttora attivissimo in centro a Polinago (affidato da tempo ad Anna Cadegiani). Ieri mattina l’ultimo saluto commosso in chiesa, poi la salma è stata condotta dalle onoranze Verucchi nel cimitero locale, dove riposa accanto al marito Giorgio Bortolani (camionista) scomparso nel 2000. Lascia il figlio Gian Claudio, la nuora Cristina con i nipoti Marco e Gianandrea, insieme agli altri parenti. E un vuoto enorme in generazioni di polinaghesi passati per il suo bar, tra momenti indimenticabili. Dopo altre esperienze nella ristorazione, l’aveva aperto vicino al market, all’altro capo del paese rispetto a dove è oggi, gestendolo per 60 anni. Al punto che, alla soglia ormai dei suoi 70 anni, quando ha deciso di andare in pensione, Anna, che le è subentrata, ha ritenuto più che mai doveroso mantenere il nome anche dopo il trasferimento.
«Era straordinaria»
«Bice era una donna davvero straordinaria – la ricorda la nuora Cristina – ha dedicato la vita al bar. Apriva la mattina all’alba, cuoceva le paste al forno e poi rimaneva fino a sera finché i clienti non finivano di giocare a carte. Poi puliva con cura la sua macchina del caffè con caldaia di rame, di cui andava orgogliosissima, e andava a casa. Per lei il servizio ai clienti veniva prima di tutto: “Finché ci sono dei clienti, io sono qua” diceva sempre. Una donna di una volta, straordinaria lavoratrice, ma anche una persona sensibile, buona e disponibile con tutti. Il venerdì era il giorno di chiusura, e lei lo trascorreva nel bar a fare le pulizie. Ma se passava qualcuno, un caffè lo offriva volentieri. Alla domenica sera, immancabile la sua pizza. Ha smesso solo quando i problemi al ginocchio non le permettevano più di stare in piedi tanto, ma nonostante tutto questo lavoro era sempre attenta e attaccatissima alla famiglia».
«Bice è stata una figura importante della vita di paese grazie al suo bar – ricorda il sindaco Simona Magnani – apprezzato e sempre frequentato da tutti, che ancora ben ricordano la sua dedizione con affetto e stima. Alla famiglia le più sentite condoglianze da tutta l’amministrazione». Condoglianze anche da parte dell’ex sindaco Gian Domenico Tomei: «Ricordo quando nel 1970, a soli 13 anni, andai a lavorare da lei durante l’estate. Di quel periodo conservo ricordi indelebili: la preparazione del tè per il dottor Tagliazucchi, le pizze cotte nelle padelle rotonde, i primi e i secondi preparati in quella microscopica cucina che sapeva regalare sapori e accoglienza. Cara Bice, porta il nostro saluto a quanti ci hanno preceduto, e prepara anche per loro un buon caffè». l
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