Gazzetta di Reggio

Il giallo

Omicidio a Montese, interrogata la moglie: cosa non torna nelle ultime ore di Daouda Sangarè

di Manuel Marinelli
Omicidio a Montese, interrogata la moglie: cosa non torna nelle ultime ore di Daouda Sangarè

Perché la donna non ha chiamato subito i soccorsi? È questa la domanda che ancora non torna

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MONTESE. Cos’è successo tra le 5 e le 8 di domenica 2 agosto al civico 422 di via Righi a Montese? Ovvero nelle ore immediatamente successive all’omicidio di Daouda Sangarè, accoltellato a morte al culmine di una lite nell’ingresso di casa sua. È questa la domanda che ancora non torna. È questa la domanda che gli inquirenti hanno posto alla moglie della vittima: lei era in casa, ma non ha chiamato i soccorsi. A farlo, intorno alle 8 e quindi diverse ore dopo all’orario presunto dell’omicidio, è stato il dirimpettaio della coppia, che uscendo ha trovato la moglie in lacrime con il corpo del marito ormai morto tra le braccia. Con lei c’era anche un amico.

L’interrogatorio

La donna è stata convocata dai carabinieri con il suo avvocato già negli scorsi giorni ed interrogata dalla pm Laura Galli. Era stata sentita anche subito dopo la tragedia, ma non in presenza di un legale. Mentre i Ris di Parma hanno raggiunto Montese per analizzare le numerose tracce di sangue nell’appartamento dove viveva la coppia. Gli amici hanno descritto Daouda come un ragazzo tranquillo e riservato, un bravo ragazzo che si divideva tra casa e lavoro. «Nessuno poteva volergli del male» hanno detto i connazionali. La coppia si era sposata in Costa D’avorio e da circa un mese si era ricongiunta a Montese. La donna non parla ancora bene l’italiano, forse per questo non è riuscita a chiamare i soccorsi? Avrebbe comunque potuto chiedere aiuto a qualcuno che vive nel palazzo, quanto accaduto non era certo difficile da spiegare. L’impressione è che carabinieri e Procura nutrano più di qualche sospetto, ma non è dato sapere – al momento – a che conclusioni sono giunti gli investigatori. Le indagini continuano a svolgersi nel riserbo più assoluto, le voci di paese si alimentano e l’omicidio di Daouda rimane un mistero. 

 

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