Gazzetta di Reggio

L’arresto

Minacce e video una pistola in stile Gomorra: ex marito finisce in carcere

Minacce e video una pistola in stile Gomorra: ex marito finisce in carcere

L’uomo si riprendeva armato sotto casa della madre della 37enne

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CARPI. Dalle minacce agli atti persecutori, passando per inquietanti video sui social in stile Gomorra, con la pistola in mano e sotto casa della madre. Un caso di stalking estremo che ha portato i carabinieri di Carpi ad arrestare l’ex marito di una 37enne. La coppia era separata dal 2024, dopo un matrimonio durato oltre quindici anni, e nei giorni scorsi la donna aveva denunciato una nuova e grave escalation di minacce e atti persecutori da parte dell’ex marito, già condannato e già destinatario di misure restrittive.

Minacce in stile Gomorra

Dopo la separazione, l’uomo aveva trasformato il rancore in ossessione: messaggi continui, appostamenti, telefonate, foto dell’auto della ex moglie, danneggiamenti. Condotte che avevano già portato all’applicazione dell’allontanamento con braccialetto elettronico e a una sentenza irrevocabile di condanna nel 2025. Negli ultimi giorni, però, la situazione è tornata a precipitare con modalità ancora più inquietanti: l’uomo ha pubblicato su TikTok un video dal chiaro intento intimidatorio. Nel filmato, l’ex marito si riprendeva mentre transitava sotto casa della madre della vittima impugnando quella che sembrava una pistola, con in sottofondo una canzone napoletana resa celebre dalla serie “Gomorra”, nota per il suo immaginario criminale e per un ritornello che evoca violenza, resa dei conti e minacce di morte. L’uso di quel brano, associato a un gesto simulato con un’arma, ha amplificato il messaggio intimidatorio, trasformando il contenuto in una vera e propria messa in scena minacciosa, capace di generare allarme immediato nella vittima e nei suoi familiari. L’uomo non si è però fermato ai social: ha pubblicato anche una foto delle figlie con la scritta “Presto finirà tutto”, si è presentato due volte sotto casa della madre della donna urlando che la famiglia dovesse “andare via da Carpi” e ha inviato messaggi intimidatori a vari parenti, compresi contenuti a visualizzazione unica. In uno di questi, l’uomo intimava alla famiglia un mese di tempo per lasciare la città, sostenendo che “così è stato deciso da Dio”. In altri, offendeva il cognome della donna e pretendeva che i familiari lo cambiassero per poter restare a Carpi. La vittima ha inoltre segnalato che l’uomo avrebbe violato il divieto di comunicazione con la figlia minore.

I contenuti sui social

Di fronte a questa nuova escalation, la donna ha sporto querela presso la stazione carabinieri di Carpi. La gravità delle condotte, aggravata dall’uso di contenuti social dal forte impatto intimidatorio, ha portato il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Modena, su richiesta della Procura, a emettere il 14 agosto scorso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’uomo, eseguita poi dai carabinieri della stazione di Carpi. L’intervento dei militari, rapido e risolutivo, conferma il ruolo dell’Arma quale presidio di legalità e sicurezza, capace di operare con professionalità e determinazione anche di fronte a minacce veicolate attraverso i social e amplificate da simboli di cultura criminale. 

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