Gazzetta di Reggio

(In)sicurezza

Aggressioni e risse in Gallucci: «Servono i militari in strada»

Paola Ducci
Aggressioni e risse in Gallucci: «Servono i militari in strada»

I residenti della zona calda di Modena: «I tutor non bastano». I locali: «Il problema sono le bande»

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. «Apprendiamo con dispiacere che tutte le misure messe in atto dal Comune in collaborazione con gli esercenti di via Gallucci non stanno evidentemente funzionando. Siamo sconsolati. Serve fare di più: nemmeno i bodyguard specializzati scoraggiano risse e aggressioni in zona, causate perlopiù da un gruppo di giovanissimi che si presenta apposta per litigare, provocando tutti, anche i normali avventori».

Così commenta Giuliano Zanni, presidente del Comitato residenti del centro storico, l’ennesima aggressione avvenuta venerdì sera all’angolo tra via Gallucci e Canalgrande, nella quale sono rimasti feriti due giovani dopo essere stati colpiti con manganelli telescopici. Il gruppo era stato avvicinato da una delle solite bande di giovanissimi che spesso fanno scoppiare risse nella via, affrontandosi tra loro o provocando gli avventori.

L’allarme

«A questo punto - continua Zanni - dopo un incontro fatto in Prefettura a luglio con Comune, prefetta e Comitato degli esercenti, ne chiederemo un altro urgente a settembre per capire come procedere. Visto che nemmeno i bodyguard riescono a mettere fine a risse e aggressioni -perché evidentemente siamo davanti a dei veri e propri criminali - serve più presenza delle forze dell’ordine o di militari in zona - tuona il presidente - ma soprattutto serve che ci siano conseguenze di pene certe per chi compie questo tipo di reati». Zanni è tassativo: «Così si rischia lo spopolamento del centro storico. La gente non ce la fa più e anche i gestori dei locali, con i quali si è iniziato da tempo una collaborazione per venirsi incontro, ci rimettono. So già di quattro famiglie che hanno deciso di cambiare casa e abbandonare via Gallucci per trasferirsi altrove. Non credo si voglia questo».

«Non è colpa dei locali»

Sconsolati perché questi fatti continuano a ripetersi sono però anche gli esercenti della via, praticamente tutti chiusi per la pausa estiva in queste sere. «Questo dimostra chiaramente che, se accadono risse e aggressioni, non è colpa degli avventori dei nostri locali - sottolinea Fiammetta Montorsi, presidente del Comitato esercenti di via Gallucci - sono ormai mesi che tutti noi gestori dei locali della via, tranne uno purtroppo, stiamo collaborando al massimo con prefetta e sindaco, accettando di buon grado le ordinanze emanate e rinunciando senza dire nulla a quella fetta di fatturato che potremmo fare dopo la mezzanotte, per esempio. Questo per provare a migliorare la situazione, facendo rete con istituzioni e forze dell’ordine». «Grazie alle associazioni di categoria abbiamo istituito i bodyguard - continua - e tutti i locali (sempre tranne uno purtroppo), non danno più alcol da bere a persone che sono visibilmente alterate». La presidente Montorsi ci tiene inoltre a sottolineare che «a provocare risse e aggressioni non sono gli abituali avventori dei locali, ma bande di giovanissimi che stazionano nei vicoletti che danno sulla via o davanti a quell’unico locale che continua a fornire loro alcol, in prossimità di corso Canalgrande». «Queste persone - sottolinea - hanno un’ unica finalità: provocare e infastidire chi è lì per passare una serata e divertirsi senza fare male a nessuno. E ora che si trovi il modo di allontanarle perché noi siamo esasperati». La presidente Montorsi è chiara: «Chiediamo che per loro ci siano conseguenze certe da parte della legge e che ci sia più presidio da parte delle forze dell’ordine in centro storico. Basta ghettizzare solo via Gallucci. Collaboriamo tutti per risolvere il problema». 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google