Gazzetta di Reggio

Centro storico

Tra i ragazzi in via Gallucci: «Siamo l’antidoto all’insicurezza, no all’ordinanza anti-movida»

di Manuel Marinelli

	I ragazzi in via Gallucci
I ragazzi in via Gallucci

Un venerdì sera in centro insieme ai giovani: «I residenti si lamentano? Per un giorno alla settimana si può sopportare e Modena è una città tranquilla»

4 MINUTI DI LETTURA





MODENA. È un venerdì sera di fine estate, il caldo ma soprattutto l’umidità sono da clima equatoriale: non si respira. Ma in via Gallucci c’è il pienone. I fuorisede iniziano a tornare, le vacanze dei lavoratori sono finite: i “ragàz” sono tornati. C’è voglia di rivedersi, ritrovarsi. E la zona della movida modenese si popola. L’unica, ormai (anche se via Carteria, con il bar Cesare in pompa magna sta crescendo), visto che in Pomposa non va quasi più nessuno. Dopo le risse e le proteste dei residenti siamo andati a chiedere ai ragazzi e alle ragazze cosa pensano del caos attorno alla zona. Da segnalare subito che, a seguito della violenta colluttazione che ha visto due giovani presi a bastonate in testa una settimana fa, la presenza di polizia di Stato, locale, guardia di finanza e street tutor è ai massimi.

«Il fatto che ci siano più controlli è un bene, ci fa sentire più sicure - racconta Maria a nome del gruppo di amiche vicino al Griffin’s Irish Pub - ma dall’altro ci da la dimensione della realtà: c’è bisogno di intensificare la presenza delle forze dell’ordine. Noi siamo tutte arrivate qui ai tempi dell’università, ormai quasi dieci anni fa. La città è cambiata molto, in peggio. Abbiamo più paura ad uscire adesso che ai tempi, nonostante ora siamo adulte, non più ragazze alle prese con la triennale in Unimore». A proposito delle ordinanze e delle lamentele dei residenti per il chiasso e la sporcizia, le ragazze non hanno dubbi: «Sono le vie buie, dove non c’è nessuno, a essere pericolose. Qui le ragazze da sole non possono passare. Sinceramente le ordinanze recenti per far chiudere prima non le abbiamo capite: sono proprio i locali e i negozi a essere un presidio per noi che usciamo, chiuderli prima non ha molto senso».

L’opinione comune è che la zona movida non sia insicura. Ma dopo una certa ora, quando la gente comincia ad essere meno e qualcuno alza un po’ troppo il gomito, le cose cambiano. «Sono solo alcuni soggetti a dare problemi, in particolare c’è un locale all’inizio della via, vicino a Canalgrande, dove non andiamo più, perché si raduna gente poco raccomandabile - racconta Andrea a nome del gruppo di amici fuorisede conosciuti all’università - Per il resto noi ci sentiamo tranquilli, più che in zona Pomposa vicino al Novi Sad sicuramente. I residenti si lamentano? Noi veniamo dal sud... il fine settimana è normale che ci sia casino. Modena è una città super tranquilla, c’è solo il venerdì un po’ di confusione ma già dall’una c’è meno gente, credo che i residenti non abbiano ragione a lamentarsi, in altre città è peggio e nessuno si lamenta».

Verso la fine della via, lato viale Martiri della Libertà, un altro gruppo di amici in disparte rispetto alla folla ha opinioni discordanti: se da un lato i ragazzi del gruppo girano per Modena senza particolari preoccupazioni, l’unica ragazza del gruppo, quando la avviciniamo cogliendola di sorpresa, quasi... ci spruzza lo spray urticante. «Non giro più senza, così come le mie amiche - racconta - non che mi sia mai successo qualcosa, però non si sa mai. Ci organizziamo per non girare a piedi da sole, e se succede tengo lo spray a portata di mano per sicurezza». Le forze dell’ordine così presenti? «Una cosa positiva, controllano ma non sono “invasive”: chi si beve qualcosa in tranquillità e non dà problemi non lo considerano. Però è sicuramente un modo per disincentivare la criminalità, quindi ben venga».

Insomma, l’opinione generale dei “ragàz” ci restituisce una via Gallucci in cui uscire non è insicuro, proprio perché è la stessa movida e tenere a bada chi per divertirsi deve infastidire, molestare e arrivare anche alle mani. La presenza delle forze dell’ordine è ben accetta, così come quella degli street tutor: non saranno poliziotti, ma sono pur sempre una divisa, una figura che può tornare utile in caso di problemi. La richiesta è che il Comune non abbassi il volume: i residenti hanno il diritto al riposo, certo. Ma considerando che si tratta di un paio di giorni a settimana e che nei mesi più caldi - così come in quelli più freddi - l’afflusso diminuisce, l’idea è che si possa trovare insieme un accordo. Un compromesso tra chi vuole divertirsi - senza passare il limite - e chi vuole riposarsi. In mezzo ci stanno gli esercenti che sono il vero presidio della zona e (solo nel caso di chi rispetta le regole) devono essere rispettati e tutelati dalle forze dell’ordine presenti a piedi e costantemente, non solo dopo che si verificano risse o episodi violenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google