Gazzetta di Reggio

Il dibattito

Minigonne, shorts, top e scollature a scuola: la preside del liceo Fanti di Carpi dice basta

di Serena Arbizzi

	Il liceo Fanti di Carpi
Il liceo Fanti di Carpi

Alda Barbi richiama il Patto educativo di corresponsabiltà in cui si indica di «usare un linguaggio e un abbigliamento consoni all’ambiente educativo in cui si vive e si opera». Critiche da sindacati e da Rete Studenti Medi: «No a giudizi basati sull’aspetto delle ragazze»

3 MINUTI DI LETTURA





CARPI. Hanno acceso un dibattito che da giorni tiene banco a Carpi e non solo le parole della dirigente scolastica del liceo Fanti, Alda Barbi, relative all’abbigliamento delle studentesse.

Studentesse bacchettate per l’abbigliamento

L’occasione è stata fornita dall’incontro con i genitori avvenuto all’inizio del nuovo anno scolastico. La preside si è soffermata anche sul decoro in materia di abbigliamento che è opportuno e previsto che gli iscritti alla scuola debbano mantenere. In particolare, la dirigente ha accennato a certi look notati durante i primi giorni e ha dichiarato in modo energico che questo tipo di abbigliamento non sarà accettato a scuola: «Se tornano così, li rimando a casa», è il concetto espresso. Raggiunta a New York nei giorni scorsi, dove si trova per iniziative che prevedono la partecipazione, tra gli altri, anche del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, la preside del Fanti ha specificato di lavorare «su un regolamento scolastico che prevede un abbigliamento corretto». E, oltre all’amarezza per «l’addossare al Fanti idee politiche» ha ribadito il proprio essere «persona libera» che parla di scuola: «Non mi interessa la politica, per lo meno non per la mia scuola». Quando parla di regolamento scolastico la dirigente scolastica si riferisce al «“Patto educativo di corresponsabilità” che la scuola fa firmare a genitori e allo studente. In un paragrafo specifico, si indica di «usare un linguaggio e un abbigliamento consoni all’ambiente educativo in cui si vive e si opera».

Le proteste di sindacati e studenti

Sulle dichiarazioni della dirigente scolastica Barbi sull’abbigliamento delle studentesse, interviene la Cgil, che ricorda come la scuola sia «innanzitutto il luogo del diritto allo studio, dell’inclusione e della formazione». «Il diritto all’istruzione è un principio fondamentale del nostro ordinamento e non può essere subordinato a valutazioni soggettive sull’abbigliamento degli studenti – afferma Eleonora Verde, segretaria del sindacato scuola Flc Cgil Modena –. Ci chiediamo, quindi, sulla base di quali criteri concreti si intenda eventualmente rimandare a casa una studentessa perché considerata vestita in maniera non adeguata. Siamo nel 2026 e appare quantomeno anacronistico pensare che le famiglie possano sostenere la spesa necessaria per acquistare differenti tipologie di abbigliamento destinate esclusivamente alla scuola, come se esistesse un guardaroba “corretto” stabilito dall’istituzione scolastica». Verde si chiede anche: «Chi stabilirà quando un abito sarà ritenuto inadeguato?».
«Il diritto allo studio e a un’istruzione di qualità – aggiunge Frida Fruggeri della Rete Studenti Medi – non può dipendere dall’abbigliamento della studentessa o dello studente. Questa dichiarazione è ancora più preoccupante se inserita nel clima degli ultimi giorni, con le dichiarazioni rilasciate dal ministro Tajani e dell'ex generale Vannacci che collegano la rispettabilità delle donne alla lunghezza dalle loro gonne. Non possiamo permettere che ancora oggi persista l'idea che il valore di una donna, o di una ragazza, dipenda dall'abbigliamento o dall'apparenza e la scuola dovrebbe essere l'istituzione da cui parte la decostruzione di questi stereotipi, non il luogo in cui essi vengono assecondati e alimentati. Le priorità della scuola – conclude Fruggeri - dovrebbero essere ben altre: garantire di fatto il diritto allo studio per tutte e tutti, creare un ambiente che sappia crescere e formare, che educhi al rispetto reciproco, non sicuramente giudicare e punire studentesse sulla base di come si vestono».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google