Ragazzina lasciata a piedi dal bus: «Ma per Seta è una criticità “fisiologica”...»
La studentessa dell’Itis Da Vinci di Carpi è rimasta sola a dieci chilometri da casa. La mamma: «La sicurezza dei nostri figli non è un banale disagio»
CARPI. Le segnalazioni sono davvero tante, soprattutto in questi giorni, con la scuola appena partita e il servizio appena tornato in modalità “invernale”. Resta il fatto che sono episodi che fanno arrabbiare le famiglie, oltre a creare un notevole disagio per i figli rimasti a piedi a diversi chilometri da casa.
Cosa è successo
L’ennesimo caso di uno studente lasciato a piedi da un autobus dopo la scuola si è verificato a Carpi, come racconta la mamma della ragazzina: «Il gravissimo episodio - spiega - è avvenuto mercoledì scorso, il 23 settembre, alle 13.10 circa, e ha visto coinvolta mia figlia minorenne, studentessa dell’Itis Da Vinci. All’uscita da scuola, mia figlia si trovava alla fermata “Peruzzi 3” in attesa dell’autobus Seta diretto a Sozzigalli. Al sopraggiungere del mezzo, la ragazza ha regolarmente alzato la mano per segnalare l’intenzione di salire. Il conducente, anziché fermarsi, l’ha guardata, le ha fatto esplicitamente cenno di no con la mano e ha tirato dritto, lasciandola a terra da sola».
Il reclamo e la risposta
Un episodio sul quale ora la famiglia si interroga: «Oltre al pesante disagio e al fatto di aver interrotto un pubblico servizio scolastico - incalza la mamma della ragazza - trovo inaccettabile che un autista scelga deliberatamente di abbandonare a piedi una minorenne affidata al trasporto locale. Ho immediatamente sporto reclamo ufficiale a Seta (pratica numero 261904) - ricostruisce la signora - l’azienda ha liquidato la faccenda via mail definendola una criticità “fisiologica” di inizio anno scolastico. Una risposta standardizzata e vergognosa, dato che non stiamo parlando di un bus troppo pieno o in ritardo, ma del rifiuto intenzionale di effettuare una fermata d’obbligo».
La rabbia della famiglia
La mamma della minorenne fa quindi sapere di avere «già provveduto a inviare una formale diffida via Pec a Seta, all’Agenzia per la Mobilità e alla dirigenza scolastica. Se non riceverò risposte concrete con l’identificazione del conducente - aggiunge la mamma della studentessa - il passo successivo sarà l’esposto ai carabinieri per interruzione di pubblico servizio».
«Sicurezza a rischio»
Un episodio che ha lasciato tanta amarezza nella famiglia della studentessa, insomma, soprattutto perché si tratta di una minorenne rimasta sola e a piedi a dieci chilometri da casa: «La sicurezza dei nostri figli sui mezzi pubblici - chiude la signora - non può essere trattata come un banale “disagio fisiologico”».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
