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A2A: confermato piano 2021-2030, Mol 2023 a 1,6 miliardi

A2A: confermato piano 2021-2030, Mol 2023 a 1,6 miliardi

Previsti 16 miliardi di investimenti per la decarbonizzazione

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A2A conferma il piano strategico 2021-2023, dopo due anni condizionati da pandemia, guerra e crisi energetica, e ribadisce l’importanza delle fonti rinnovabili, diventate ancora più fondamentali per l’Italia per conquistare un’autonomia energetica. Sono questi i punti principali emersi dall’adeguamento del Piano Strategico dell’azienda e presentato oggi a Milano dall’amministratore delegato Renato Mazzoncini.
In un contesto molto critico come quello del 2022, la nota positiva è stata la decisione dell’Ue di non cambiare le sue politiche verso la decarbonizzazione, anzi l’attuale situazione geopolitica ha dato nuovo impulso per realizzare infrastrutture per l’indipendenza energetica e le rinnovabili. E anche A2A conferma investimenti in questo campo per 16 miliardi entro il 2030, con 3,5 miliardi già investiti nel biennio 2021-2022, e prevede di destinarne circa 5 per l'economia circolare e i rimanenti 11 alla transizione energetica. Oltre l'80% dei progetti previsti entro il 2026, spiega il Gruppo sono "già realizzati o in corso di attuazione", mentre punta a costruire un portafoglio di "circa 13TWh di energia verde e da recupero energetico", con "oltre il 40% dei margini al 2030 realizzati da attività a bassa volatilità".
L'amministratore delegato Renato Mazzoncini ha sottolineato che A2A ha anticipato gli obiettivi del Piano Strategico presentato nel gennaio dell'anno scorso, "realizzando infrastrutture e impianti industriali, attraverso la crescita interna e cogliendo opportunità di acquisizioni”. Economia circolare e transizione energetica restano i pilastri alla base della strategia del piano 2021-2030. Approccio, però, selettivo con focalizzazione sullo sviluppo del mercato domestico prevalentemente attraverso una crescita organica, rinunciando a potenziali investimenti esteri.
A2A prevede di raggiungere un margine operativo lordo (Mol) di "circa 2,6 miliardi" di euro al 2030, con una crescita media annua del 7%, un risultato netto di 700 milioni (+6% all'anno) e un utile per azione in rialzo da 13 a 22 centesimi. Per il 2023, invece, nonostante la situazione geopolitica ancora critica e in divenire, il Gruppo stima di chiudere il 2023 con un margine operativo lordo non inferiore a 1,6 miliardi di euro, mentre "la nostra politica dei dividendi di un +3% annuo viene confermata". Così, dopo una cedola di 8,24 euro per il 2021, per l'esercizio in corso la proposta sarà di 8,9 euro.

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