Gazzetta di Reggio

Reggio

basket serie a

Trento passa al Bigi, la Grissin Bon rischia

Linda Pigozzi
L'americano Johnson-Odom a canestro
◗
L'americano Johnson-Odom a canestro

Pistoia espugna l'arena della Virtus, i biancorossi ancora a un passo dall'abisso

4 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:1.30170432:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/sport/grissin-bon-ci-siamo-illusi-dopo-due-partite-buone/111805/112302]]

REGGIO EMILIA. Scende nuovamente il buio sulla Grissin Bon.
I biancorossi si scontrano contro le logiche e i muscoli della Dolomiti Energia e ne escono sconfitti, anche se non propriamente pesti.
Il punteggio finale della sfida al Bigi contro una gran bella Trento è pure un po’ bugiardo, perché mai la Grissin Bon dà realmente l’impressione di poter superare i fisicati avversari. Che, come previsto, sanno far valere il fisico, facendo pesare sin dal primissimo minuto il maggior tasso atletico e una certa aggressività sui due lati del campo. Tanto da rendere lecito chiedersi come mai il tecnico Pillastrini una gara così importante non se la sia voluta giocare con il suo uomo atleticamente più esplosivo, l’inedito francese Darel Poirier, preso per dar consistenza al reparto lunghi e per la seconda volta lasciato a guardarsi il match in parterre.

Disgraziatamente Pistoia passa contro ogni pronostico nell’arena della Virtus, ancora ubriaca per la qualificazione alla Final Four di Champions, e sale a 12 punti.
Non bastasse, poi, nell’anticipo di mezzogiorno Torino batte Varese. Così che Reggio torna a un passo dall’ultimo posto, due lunghezze sopra i toscani cui la cura Moretti, incoronato head coach in settimana, fa decisamente bene. In realtà con lo scontro diretto a proprio favore, i reggiani sono a un virtuale +4 su Pistoia, ma sarebbe bene riprendere subito a macinar punti, perché l’abisso è ancora lì. A un passo.
a caccia di conferme
Con la Dolomiti Energia, la truppa reggiana arriva caricata da due successi consecutivi.
Ci arriva, Reggio, con la consapevolezza che il secondo colpo interno avrebbe potuto traghettarla in acque decisamente più calme.

Trento però non si smentisce e già dalle prime battute si mostra per quella che è: un’avversaria fastidiosa, in gran forma e che, oltretutto, gira a meraviglia. Con le mani avversarie costantemente addosso, i reggiani, privi dell’infortunato Candi, litigano sin da subito con il canestro. Nei primi minuti l’unico cesto reggiano lo deposita Cervi con i trentini, più incisivi, che sprintano sul +7 (2-9). La riscossa reggiana sembra arrivare nella seconda parte del quarto. Qui, la Grissin Bon dà l’impressione di aver aggiustato alcuni dettagli, tanto da riuscire a mettere insieme in un amen un 5 a 0 (Cervi e quindi Dixon dall’arco) per il -2 (7-9). Passa poco ed è ecco il sorpasso: Aguilar, letale da tre, vola sul 13 a 11 all’8’. Ma il vantaggio non dura niente: Trento prima rimette il match in equilibrio grazie a Hogue , poi mette pure la freccia volando avanti un break un 7 a 0.
Preso il ceffone, ci mettono qualche minuto i biancorossi prima di ritrovarsi. La risposta arriva fra la fine del primo periodo e l’inizio del secondo quando una bella progressione culmina con la bomba di Mussini e Reggio toccano il -1 (21-22, all’11’) che dà la scossa a Bigi. Il film che si proietta subito dopo sullo “schermo” di via Guasco, vedrà però numerose repliche da lì sino al 40’. I trentini si danno immediatamente una scossa e respingono l’assalto con lo strappo che porta al 23-32. Il coach Pillastrini punta su Johnson-Odom che, dopo un primo quarto negativo (0/3 al tiro pesante), ingrana regalando qui 4 punti di talento per il 27 a 35 al 26’. Due liberi dell’americano valgono il -6. E lì, ancora, di potenza Trento ricaccia indietro la truppa reggiana. Il 2/2 dalla riga bianca di Hogue sancisce il +11 trentino (29-40, al 27’).

Trento fa pesare tutta la propria fisicità e il pubblico s’infiamma per alcune “sviste”arbitrali. Ma i reggiani pagano anche gli errori dai 6.75 (4/17 al’intervallo). Il tunnel, le due avversarie lo imboccano sul 35 a 44, fotografia tutto sommato veritiera dei primi 20’.

Nella ripresa scorrono immagini conosciute. Anche se più volte Reggio riduce il gap (48-54 al 27’, 57-61 al 29’), il pallino della gara è infatti sempre nelle mani degli uomini di Buscaglia. Il sottomano di Johnson-Odom - per fisico e caratteristiche unica fastidiosa spina nel fianco avversario - consente ai biancorossi di entrare nel quarto conclusivo sul -4 (59-63).

Impensabile però sperare di poter ribaltare la situazione, soprattutto perché la difesa reggiana va troppo spesso in tilt e non contiene l’uno contro uno. Trento passa quindi meritatamente al Bigi e a Reggio non resta che leccarsi le ferite e cominciare a pensare a come abbattere Trieste. Perché, classifica alla mano, sarebbe bene riaccendere subito la luce.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google