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Reggio Emilia, migliaia di alberi di pero uccisi da un male sconosciuto

Cigarini davanti alla piante di pero malate
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Cigarini davanti alla piante di pero malate

L’allarme di Marco Cigarini, imprenditore agricolo e vicepresidente Cia di Reggio che denuncia anche la difficile situazione dei vitigni di lambrusco

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REGGIO EMILIA  Migliaia di alberi di pero abbattuti nelle campagne emiliane per una malattia misteriosa che li sta decimando: è l'allarme lanciato dalla Confederazione italiana agricoltori di Reggio Emilia che parla di danni «molto pesanti». «Un male ancora misterioso sta uccidendo gli alberi del pero - afferma Marco Cigarini, imprenditore agricolo e vicepresidente della Cia reggiana - Solo nei miei filari ne sono morti oltre 600, sul territorio reggiano ammontano a migliaia».

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«Oltre alle piante morte - aggiunge - quelle rimaste in vita hanno un calo di produzione che supera il 50%. La situazione è generalizzata e riguarda specialmente i peri che non superano i dieci anni di età». Quanto alle cause al momento solo ipotesi. Potrebbe essere «colpa di settimane in cui si sono alternati caldo, freddo, siccità e bombe d'acqua. Ma potrebbe esserci altro. E per questo siamo molto preoccupati: temiamo che il responsabile della situazione sia un fitoplasma», un parassita. Già avviate analisi di cui si attende l'esito. In difficoltà non ci sono soltanto i peri. La Cia reggiana evidenzia che decine di ettari di lambrusco, di diverse varietà, sono collassati e non hanno praticamente germogliato, benché la stagione sia già avanzata. «In questo caso - prosegue Cigarini - abbiamo la certezza che è tutta colpa dell'inverno anomalo e di un maggio davvero troppo freddo».

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