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Consorte e Sacchetti, condanna in Appello

Ivano Sacchetti
Ivano Sacchetti

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Il presidente della seconda sezione della Corte d'Appello del Tribunale di Milano ha condannato l'ex presidente di Unipol Giovanni Consorte e l'ex amministratore delegato della compagnia assicurativa Ivano Sacchetti a sei mesi di reclusione, confermando così la condanna di primo grado. La pena è comunque sospesa. I due sono stati condannati anche al pagamento di 92.500 euro a titolo di risarcimento a Consob, che si era costituita parte civile, nonchè al pagamento delle spese generali processuali nel processo che li vede imputati per insider trading a Milano.
Il presidente Marra ha dunque confermato pienamente la sentenza di primo grado emessa il 25 ottobre 2006.
Emilio Gnutti ha invece patteggiato una pena pecuniaria di 140.520 euro in prosecuzione della sentenza d'appello di Brescia dell'11 ottobre 2005 e l'interdizione dai pubblici uffici per un anno e due mesi.
Il primo commento a caldo di Giovanni Consorte è stato: «Ricorreremo in Cassazione. Non ho fatto nulla. Non c'è alcun elemento che dimostri che abbiamo programmato la call. E' un giudizio ingiustificato». Il processo nasce da un buy-back su obbligazioni Unipol del febbraio 2002.
Gli imputati riacquistarono obbligazioni proprie in circolazione approfittando delle informazioni privilegiate di cui erano al corrente. Il cda Unipol aveva infatti deliberato il rimborso anticipato e Consorte e Sacchetti, che erano ovviamente al corrente, hanno tratto profitto dal risparmio ottenuto.

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