L'uxoricidio di Correggio
L'ha uccisa accecato dalla gelosia
Elisa Pederzoli e Tiziano Soresina
Ha soffocato e strangolato la moglie poi si è sparato due colpi
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CORREGGIO. E' durato poco meno di venti minuti il sopralluogo che il sostituto procuratore Valentina Salvi, assieme al comandante dei carabinieri di Correggio, il maresciallo Roberto Cesi, ha effettuato ieri pomeriggio nell'appartamento di via Mussini, teatro della tragedia.
Servirà agli inquirenti per fare luce sul dramma che si è consumato martedì, tra le 16.30 e le 18: con la guardia giurata 37enne Salvatore Ciocia che, prima, ha strangolato e ucciso la moglie 35enne Elvira Bombara, poi ha tentato di togliersi la vita.
IL MOVENTE. Perché Salvatore Ciocia ha strangolato la moglie e poi la soffocata con il cellophane? E' l'interrogativo che arrovella amici, familiari della vittima ma anche gli inquirenti.
Dalle prime indiscrezioni, risulta che ad attanagliare la serenità della coppia fosse la morbosa gelosia maturata da Salvatore nei confronti della bella moglie Elvira. Una gelosia che mentre limitava la libertà della donna, dall'altra parallelamente aveva compromesso il legame tra i due.
LA LITE. A raccontare di un litigio, l'ennesimo litigio, sarebbero stati i due figlioletti. I bambini hanno raccontato di una violenta discussione, scoppiata all'ora di pranzo. Forse, un diverbio più violento del solito.
Tanto che al culmine dello scontro verbale, la donna sarebbe sbottata: «Basta, me ne vado». Probabilmente, di fronte all'eventualità di perdere per sempre la moglie, di assistere allo sfaldamento della sua famiglia, Salvatore ha perso la testa.
IL DELITTO. Secondo una prima ricostruzione, l'uomo ha aspettato che i due figli scendessero in cortile per andare a giocare.
Quindi, probabilmente, marito e moglie hanno ripreso a litigare. Un diverbio sempre più intenso, più violento. E dalle parole i due sono passati alle mani.
Ma, sul corpo della donna, non sarebbero state trovate lesioni da difesa. Ciò può significare che la vittima sia stata sorpresa e uccisa dal marito, oppure che sia stata narcotizzata prima dell'aggressione.
Di certo Salvatore, in camera da letto, ha messo le mani al collo della moglie. Un gesto tremendo, con l'ausilio di un sacchetto di cellophane.
IL TENTATO SUICIDIO. Davanti a quello strazio, al corpo senza vita della moglie, Salvatore non ci ha pensato due volte. Ha inforcato la sua pistola da guardia giurata, se l'è puntata alla testa, quindi ha premuto il grilletto. Per ben due volte.
Servirà agli inquirenti per fare luce sul dramma che si è consumato martedì, tra le 16.30 e le 18: con la guardia giurata 37enne Salvatore Ciocia che, prima, ha strangolato e ucciso la moglie 35enne Elvira Bombara, poi ha tentato di togliersi la vita.
IL MOVENTE. Perché Salvatore Ciocia ha strangolato la moglie e poi la soffocata con il cellophane? E' l'interrogativo che arrovella amici, familiari della vittima ma anche gli inquirenti.
Dalle prime indiscrezioni, risulta che ad attanagliare la serenità della coppia fosse la morbosa gelosia maturata da Salvatore nei confronti della bella moglie Elvira. Una gelosia che mentre limitava la libertà della donna, dall'altra parallelamente aveva compromesso il legame tra i due.
LA LITE. A raccontare di un litigio, l'ennesimo litigio, sarebbero stati i due figlioletti. I bambini hanno raccontato di una violenta discussione, scoppiata all'ora di pranzo. Forse, un diverbio più violento del solito.
Tanto che al culmine dello scontro verbale, la donna sarebbe sbottata: «Basta, me ne vado». Probabilmente, di fronte all'eventualità di perdere per sempre la moglie, di assistere allo sfaldamento della sua famiglia, Salvatore ha perso la testa.
IL DELITTO. Secondo una prima ricostruzione, l'uomo ha aspettato che i due figli scendessero in cortile per andare a giocare.
Quindi, probabilmente, marito e moglie hanno ripreso a litigare. Un diverbio sempre più intenso, più violento. E dalle parole i due sono passati alle mani.
Ma, sul corpo della donna, non sarebbero state trovate lesioni da difesa. Ciò può significare che la vittima sia stata sorpresa e uccisa dal marito, oppure che sia stata narcotizzata prima dell'aggressione.
Di certo Salvatore, in camera da letto, ha messo le mani al collo della moglie. Un gesto tremendo, con l'ausilio di un sacchetto di cellophane.
IL TENTATO SUICIDIO. Davanti a quello strazio, al corpo senza vita della moglie, Salvatore non ci ha pensato due volte. Ha inforcato la sua pistola da guardia giurata, se l'è puntata alla testa, quindi ha premuto il grilletto. Per ben due volte.
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