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Mutuo sospeso per chi è in difficoltà

Grazie ad un recente accordo tra Abi e Associazioni dei consumatori. Luca Braggion, portavoce di di Adiconsum: "Questo è un provvedimento ad hoc per le fasce deboli"


08 febbraio 2010 Francesca Manini


REGGIO. Sospensione del mutuo sulla prima casa fino a 12 mesi per importi totali fino a 150mila euro e per mutuatari con reddito imponibile annuo fino a 40mila euro, che siano incorsi in perdita del lavoro o cassa integrazione. La notizia che secondo le stime nazionali interessa più di 130 mila famiglie italiane va data così, tutta d’un fiato.

Il merito è dell’accordo sottoscritto da Abi, Associazione bancaria italiana, e Associazioni dei consumatori che hanno fatto rete per offrire un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà, compresi i clienti in ritardo nei pagamenti delle rate fino a 180 giorni consecutivi. A illustrarci l’intero piano è Luca Braggion, portavoce di Adiconsum, Associazione per la difesa di consumatori e ambiente, che se da un lato non vuole farne una questione di numeri, dall’altro sottolinea più volte l’urgenza che ha portato a siglare il provvedimento. «E’ difficile stimare quante famiglie possano essere interessate dalla sospensione del mutuo, i criteri per l’accesso sono dati da un intreccio di fattori che non permette di dare cifre precise - spiega Braggion - ciò che conta è che già nel 2009 sono davvero tante le famiglie che sono venute a chiederci aiuto per attivare la sospensione del mutuo, la crisi economica ha messo in ginocchio migliaia di lavoratori e l’incombenza mensile del mutuo per molti è il primo incubo da scongiurare. Certo non si può dire che le banche non abbiano fatto nulla in questo senso, hanno preso delle iniziative che però non interessavano la parte più debole della società. E’ proprio per la fetta di società più debole che si è giunti a siglare la moratoria, ora il nostro compito è di vigilare sulla sua reale applicazione».

Ma cosa succederà nel concreto ai mutui delle famiglie? «Sulla base della decisione della banca mutuante sono due le strade da poter percorrere - prosegue Braggion - sospensione dell’intera rata, comprensiva di capitale e interessi, o della sola quota capitale. Nel periodo di sospensione della rata comunque matureranno gli interessi contrattuali concordati che, come previsto da Abi e associazioni dei consumatori, saranno poi pagati per una durata definita dalla banca. Da parte nostra siamo moderatamente soddisfatti dell’accordo e speriamo in un gesto di responsabilità da parte di tutti gli istituti di credito. Molti grandi gruppi hanno già aderito, dell’Intesa San Paolo all’Unicredit, dalla Bnl al Monte dei Paschi. Ci stupiamo invece che un pilastro portante dell’economia reggiana come il Credem non abbia ancora aderito, ma è sempre possibile aggiungersi all’accordo. Certo siamo consapevoli che si tratta di una risposta parziale ma è pur sempre un passo. Le associazioni dei consumatori sono disponibili a fornire informazioni dettagliate a chi ne avesse bisogno».

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