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E' allarme-mutui a Reggio decine di famiglie «morose»

Siamo all'allarme mutui. Decine di sfratti esecutivi tutte le settimane e centinaia di famiglie che rischiano di vedersi pignorare la casa anche per debiti da poche migliaia di euro. Le rinegoziazioni non reggono più.


12 aprile 2011 Roberto Fontanili


REGGIO. Per Federconsumatori, ormai siamo all'emergenza e gli stessi accordi raggiunti nei mesi scorsi con le banche per rinegoziare i mutui mostrano la corda e sono prossimi alla scadenza. Non si arriva ai numeri degli sfatti, dove le cause discusse sono circa una cinquantina a settimana, ma la mancata ripresa occupazionale e l'impossibilità di reinserirsi nel mondo del lavoro ha ricreato una situazione di forte preoccupazione. Finita la moratoria, le rate del mutuo vanno comunque pagate e i soldi non sempre ci sono. Un problema, a cui si aggiunge ora anche il rischio che i mutui a tasso variabile aumentino, se seguiranno il costo del denaro. «Stiamo già seguendo decine di casi di rinegoziazione di mutui con le banche» conferma il presidente della Federconsumatori reggiana Giovanni Trisolini, per poi aggiungere che a suo parere «oggi siamo arrivati nel cuore dell'emergenza. Il problema si sta riproponendo perché la crisi economica è tutt'altro che finita, l'occupazione non riprende e la cassa integrazione sta terminando. Per cui anche per coloro per i quali con le banche in passato abbiamo concordato la sospensione del pagamento per sei o dodici mesi e rinegoziato il mutuo, la situazione di difficoltà economica si ripresenta di nuovo. Abbiamo solo tamponato un problema che ora sta scoppiando». I casi da affrontare sono tanti, continua Trisolini, e quelli che ci troviamo quotidianamente potremmo suddividerli in due categorie: quelli disperati e quelli, se è possibile ancora più disperati. Questi ultimi riguardano le situazioni in cui in molti casi «ci si è messo di mezzo il promotore finanziario, che al momento dell' acquisto ha aumentato il valore dell'immobile, quando non ha addirittura falsificato le buste paga per ottenere il mutuo dalla banca. L'obbiettivo era quello di arrivare ad avere un importo del mutuo pari al 100% del valore dell'immobile. Il risultato è che oggi il sottoscrittore si trova con una casa o un appartamento che per effetto della crisi immobiliare ha perso molto del suo valore e se poi si trova in cassa integrazione, o in mobilità, il rischio di perdere tutto è elevatissimo». In alcuni casi le banche hanno allungato la durata del mutuo e ridotto il valore della rata, ma se non ci sarà una ripresa economica il problema è stato solo rinviato. Gli istituti di credito a giudizio del presidente della Federconsumatori reggiana, hanno mostrato fino ad ora tutto l'interesse a trovare soluzioni per recuperare il proprio credito e non a prendersi le case e gli appartamenti. Gli istituti di credito nel caso del sequestro di immobili molto difficilmente vendono singolarmente sul mercato gli immobili che si trovano da dover collocare. Nella quasi totalità dei casi, ci hanno detto dal Gruppo immobiliare Tecnocasa, le banche costruiscono dei pacchetti di immobili unici su tutto il territorio nazionale e poi offerti in blocco a investitori privati con grandi risorse a disposizione. Ragion per cui solo il pensare di riscattare la propria casa una volta che è finita in mano alle banche diventa molto complicato, se non impossibile. «Il nostro sportello presso la sede Cgil in via Bismantova è sempre aperto il giovedì mattina - conclude Trisolini - e invitiamo tutti coloro che si trovano nella necessità di ricontrattare il mutuo di rivolgersi a noi anche per un appuntamento telefonico, perché non esiste una unica soluzione e le situazioni vanno affrontate caso per caso».

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