La candidata Pdl copia il discorso
E' quasi uguale a quello del 2009 di Costanzi, un giovane del Pd che partecipò alle primarie a Guastalla. Alcuni passi sono stati ritrovati pari pari nel programma di una candidata del Pdl al posto di sindaco di Arezzo.
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GUASTALLA. Alcuni passaggi di una lettera di Stefano Costanzi, che si era candidato alle Primarie del Pd nel 2009, sono state trascritte di sana pianta da Grazia Sestini, ex senatrice e candidato sindaco PdL di Arezzo. La vicenda è stata ripresa da InforArezzo su Internet. E ora Costanzi, per il presunto plagio, pensa di rivolgersi al suo legale di fiducia. «Non conosco Grazia Sestini ma sicuramente lei conosce me - dice Costanzi - La già onorevole e sottosegretario al Welfare nella sua lettera di candidatura a sindaco di Arezzo plagia alcuni passi scritti in occasione delle primarie del 2009 a cui mi ero presentato. Si trattava di un testo in cui descrivevo i motivi del mio impegno: un articolo destinato al mio blog e a Facebook, dedicato agli amici del Pd e ai cittadini che avrebbero partecipato alle elezioni interne» essendo passati ormai tre anni - continua Costanzi - "l'aretina", abile bricoleur, in evidente difetto di idee e parole per le imminenti elezioni ha tagliato e incollato le mie su cui era inciampata in rete». InformArezzo, agenzia d'informazione locale, ha segnalato l'accaduto in questi giorni, e dopo un primo moto di riso e inquietudine ho cercato di capire - ha precisato Costanzi - Il riso dapprima: l'aver colto in flagranza di copiatura e non serve certo un filologo per rendersene conto, chi si erige modello civile, oltre ad essere insegnate, è francamente comico, specie poi se la fonte è di altro schieramento politico e quei vocaboli erano impiegati per una competizione di partito in una cittadina della provincia emiliana. Da qui poi l'inquietudine: come è possibile che le mie parole possano esser impiegate da un candidato PdL? Semplice, ha isolato alcuni passaggi che privati del contesto possono essere impiegati come passepartout, pensieri vuoti e validi per ogni occasione. Un esempio? Eccolo, io ho scritto: «Perché credo che l'identità non stia nelle radici, ma nelle relazioni, nelle piazze e sulle panchine, più che nelle case o negli appartamenti. In definitiva questa è la forza della mia amata città: il senso di appartenenza, la laboriosità e l'impegno». La Sestini riporta: «L'identità non sta solo nelle radici ma, oggi più che mai, nelle relazioni, nelle piazze, nelle strade, nelle case o negli appartamenti. La forza della città da riscoprire è questa: il senso di appartenenza, la laboriosità e l'impegno». Ovviamente nel mio caso il riferimento polemico era la Lega mentre quelli culturali sono un bel libro di Sebaste, Panchine, e gli ultimi di Remotti; insomma rimandavo ad un'idea di cittadinanza attiva che privilegia il pubblico sul privatismoproprio del leghismo fifone». «Tutto questo - spiega Costanzi - manca nel testo della candidata sindaco di Arezzo: sono bastate impercettibili varianti. Fa male sapere che questo gesto viene da una collega insegnante, come se non conoscesse l'importanza delle parole in quanto strumento di democrazia e di crescita. Voglio escludere poi - conclude Costanzi - perché la situazione sarebbe ancora più imbarazzante, che la lettera scopiazzata fosse il prodotto di un "ghostwriter". Mi informerò sulla possibilità di ricorrere a vie legali contro la signora Sestini». (m.p.)
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