Ritardi nei soccorsi. Non ancora depositati in procura gli esiti dellautopsia. Il legale della famiglia: «Accertamenti doverosi»
Morte di Pino Brumatti, c'è un indagato
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Il commosso addio dei tifosi reggiani al campione delle mitiche Riunite Un dipendente dell'ospedale di Gorizia è ora accusato dal pm di omicidio colposo
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Svolta nell'inchiesta sulla morte del cestista Pino Brumatti. Un dipendente dell'ospedale di Gorizia è iscritto nel registro degli indagati: è accusato di omicidio colposo. Un primo «passo» del pm Luigi Leghissa, in attesa della perizia disposta sempre dalla procura isontina. Il consulente è stato attivato dal pm Leghissa nel momento in cui ha deciso la riesumazione della salma, per fare chiarezza su un decesso - in casa, per infarto - che ha a dir poco lasciato perplessa la famiglia Brumatti, arrivata a denunciare presunti ritardi nei soccorsi. L'autopsia sará, quindi, un atto-chiave di questa spinosa vicenda su cui è intervenuto anche Leoluca Orlando, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori in campo sanitario. «Troviamo giusti gli approfondimenti ordinati - commenta l'avvocato Enrico Agostinis che tutela la famiglia Brumatti - e siamo certi che verranno svolti con la diligenza richiesta dalla delicatezza del caso. I familiari di Pino Brumatti non hanno intendimenti persecutori, vogliono giustamente capire che cos'è accaduto e, nell'eventualitá che qualcosa non abbia funzionato, quali siano i profili di responsabilitá». Il legale incaricato dai parenti del campione ha da tempo depositato una memoria in cui si propone l'acquisizione dei rapporti di servizio della centrale operativa del 118. La mattina del 21 gennaio la richiesta di soccorso partita dall'abitazione della famiglia Brumatti (in via Romana, in localitá Lucinico di Gorizia) è registrata alle 10.23 e 31 secondi. Tre minuti dopo un'ambulanza e un'automedica piombano in via Romana, ma a Monfalcone: un drammatico errore. Il malinteso sulla localitá si sarebbe risolto solo quando la moglie di Pino, disperata, richiamava il 118. Brumatti (che a Reggio fu la «stella» delle mitiche Cantine Riunite) è ancora in vita quando, alle 10.34, i soccorsi giungono a destinazione. Tutto ció quanto ha pesato sulla fine del campione?
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