I ricordi di una lavandaia nel libro di Lucia Bartoli
REGGIO Un libro per ricordare «Come eravamo», per ripercorrere le tappe dell’antico mestiere delle lavanderie dai panni sciacquati al fiume ad oggi, dove sono gli investimenti sulle nuove tecnologie...
REGGIO
Un libro per ricordare «Come eravamo», per ripercorrere le tappe dell’antico mestiere delle lavanderie dai panni sciacquati al fiume ad oggi, dove sono gli investimenti sulle nuove tecnologie e competenze all’avanguardia a fare la differenza. L’idea e la realizzazione sono di Lucia Bartoli, storica dirigente di Cna oggi presidente del comparto Servizi alla Comunità nonché fondatrice delle Lavanderie Macchianera che, alla luce di anni di attività nel settore delle tintolavanderie, ha deciso di realizzare un album di ricordi con tanto di foto in bianco e nero e di consigli utili non soltanto a chi fa del lavaggio degli abiti una professione.
«Questo libro vuole essere, come nell’intenzione della curatrice, un pregiato dono per far conoscere e apprezzare ancora di più l’antico mestiere delle lavanderie, sin dalle origini» si legge nella prefazione. Basta sfogliare poche pagine per capire che è proprio così. Il volume, impreziosito da un gioiello in copertina posto tra i capelli di una donna alla ‘conca’, è costituito da 32 pagine in totale per riscoprire le radici di un mestiere e di una società come basi per il futuro.
A chiudere l’opera è l’intervento della Bartoli stessa con il «Piatto del giorno» che indica i giusti ingredienti e la corretta procedura per svolgere al meglio il lavoro di lavandai.
«Per fare un buon lavandaio o una buona lavandaia occorrono - scrive la Bartoli nel suo libro - 3.500 grammi di pazienza e altrettanti di impegno, competenza, buon senso, serietà e molto altro ancora: il volume si può richiedere direttamente a lei Lucia contattandola al 335-5444411.
