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Cgil: dire “pubblico” non significa malfunzionamento

Elezioni delle Rsu: Panini a Reggio parla di crisi e sindacati Contrattazione decentrata, qui più di mille accordi in 10 anni


29 febbraio 2012 Elisa Pederzoli


REGGIO

Ricostruiamo l’Italia”. E’ forte lo slogan scelto da Flc Cgil per le elezioni che rinnoveranno le Rappresentanze sindacali unitarie. All’appuntamento con le urne - fissato per lunedì, martedì e mercoledì – sono in realtà chiamati tutti i comparti pubblici: regioni e autonomie locali, Servizio sanitario nazionale, agenzie fiscali, enti pubblici non economici, ministeri, scuola, università, ricerca. L’occasione, attesa a lungo e voluta con forza proprio dalla Cgil, ribadisce valori importanti: primo fra tutti quello della democrazia. Come è stato ripetuto più volte, ieri pomeriggio nel corso dell’incontro organizzato da Fp Cgil e Flc Cgil, dal titolo “Democrazia e diritti: il valore del lavoro per un servizio pubblico di qualità”. L’ospite della giornata è stato Enrico Panini, segretario nazionale della Cgil. «Questa crisi - è il messaggio che ha portato - è anche una crisi di idee e di proposte. Trovo povera e sbagliata l’associazione pubblico uguale malfunzionamento. Non è così. Il pubblico è un fattore di sviluppo».

Panini ha ringraziato i candidati alle Rsu di Fp Cgil e Flc Cgil. «Ognuno di loro ha scelto di fare una cosa che non è di moda: metterci la faccia. E’ il tratto di un’etica della responsabilità, un segno grande di uno sforzo democratico straordinario».

Sullo sfondo delle sue considerazioni non poteva che esserci il caso Fiat. «L’espulsione della Fiom dai luoghi di lavoro è la condanna per il reato di opinione - ha ribadito con forza - chi non è d’accordo con il contratto di lavoro viene privato del diritto sindacale, viene discriminato».

A ribadire l’importanza delle figure delle Rsu sono stati Enzo La Forgia (Fp Cgil) e Roberto Bussetti (Flc Cigl), tra i primi a intervenire. «Hanno un grosso peso nella contrattazione decentrata - ha evidenziato il primo - che riguarda non solo gli aspetti economici delle persone. Dal ’99 al 2007 nel Reggiano sono stati quasi 1000 gli accordi e le Rsu sono state determinanti. Dopo ci sono state le leggi Brunetta e le finanziarie del governo Berlusconi che hanno bloccato contrattazioni e stipendi, ma qui gli accordi nonostante tutto sono stati altri 300».

Bussetti ha aggiunto: «Nella scuola, le Rsu sono servite a ridurre gli effetti deleteri della riforma Gelmini, hanno permesso accordi per l’organizzazione del lavoro e la distribuzione di fondi per i progetti».

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