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cronaca

Mutui, débâcle senza fine erogazioni in calo del 25%

Stipendi bassi e stretta creditizia mettono il freno alla compravendita di case. Balzo dei tassi sui prestiti e crollo del numero delle agenzie immobiliari (-20%)


11 luglio 2012 Enrico Lorenzo Tidona


REGGIO

Comprare casa diventa sempre più un miraggio per i reggiani. Lo testimonia il calo verticale di mutui erogati dalle banche e dalle società finanziarie specializzate nei prestiti per l’acquisto delle abitazioni. Secondo il gruppo Tecnocasa, si tratta di una tendenza inesorabile scoppiata in ritardo ma che sta intaccando tutto il circuito del credito. Nel quarto trimestre 2011, il gruppo immobiliare - tramite la controllata Kiron - ha avviato in provincia di Reggio mutui per 104 milioni di euro, il 25% in meno rispetto allo stesso trimestre del 2010. Un dato che fa il paio con il totale registrato tra ottobre e dicembre del 2011 in Emilia-Romagna, dove sono stati erogati mutui per 996 milioni di euro. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente si registra dunque una variazione negativa pari a 345 milioni di euro. Mettendo a confronto i volumi erogati, Reggio viene dopo Bologna (259 milioni di euro), Modena (152) e Parma (118), seguita poi da Forlì Cesena (77), Ravenna (85), Rimini (74), Ferrara (64) e Piacenza (59).

La contrazione del mercato è frutto di un impoverimento dei bilanci familiari oltre che di una stretta creditizia che sta avendo effetti diretti sulla filiera legata alle abitazioni. Non solo ditte edili e banche, ma anche agenzie immobiliari, nodo di congiunzione tra la domanda e l’offerta del mercato. Nel giro di quattro anni in provincia ha chiuso infatti un’agenzia su quattro. «La contrazione è stata davvero forte - spiega Fabrizio Carretti, presidente della Fiaip di Reggio, sigla che raggruppa 80 agenzie - tutto il sistema che gira attorno alle case si è praticamente bloccato rispetto al florido passato di qualche anno fa. Chi stipula un mutuo oggi deve avere a disposizione molta liquidità e un lavoro sicuro, con delle prospettive, altrimenti le banche non erogano nemmeno un euro. Per certi versi questo sarebbe il momento ideale per investire. I prezzi si sono notevolmente abbassati: fuori dal centro città si arriva a cali del 20%. Il problema, però, sono i finanziamenti. La gente non si azzarda a rischiare e altrettanto fanno le banche, che concedono al massimo il 70% della cifra necessaria per comprare casa. Altro nodo sono i tassi applicati ai mutui, con spread tre volte più alti se confrontati con quelli poco tempo fa. Diciamo pure che a queste condizioni il gioco non vale la candela».

A risentire in buona parte della minore propensione all’acquisto dei cittadini sono anche le banche, che seppur riducendo i rischi attraverso una minore concessione di finanziamenti, devono fare i conti con la riduzione dei margini legati agli impieghi. A coprirsi le spalle ci hanno pensato un po’ tutti, Credem compreso, che sui mutui ipotecari concessi alle famiglie ha registrano comunque consistenze per 6,2 miliardi di euro nel primo trimestre del 2012. Un +5,5% che conta flussi erogati pari a 129 milioni di euro, capaci di offrire un po’ di respiro senza rimettere però in pari un mercato ancora asfittico. Rispetto al calo del 47% dei mutui registrato sul territorio nazionale, Reggio tiene meglio la posizione, ma rischia di andare verso una deriva già registrata in altre zone d’Italia. La lunga coda della crisi non sembra allontanarsi e all’orizzonte rimangono molti dubbi sulla tenuta occupazionale e dei redditi delle famiglie. «La ripresa è lontana ma bisogna avere fiducia - conclude Carretti - con il tempo il mercato si è scremato e chi è rimasto su piazza ha più possibilità di farcela».

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