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Commemorato il sacrificio del brigadiere di Pasquale Iscaro

Commemorato il sacrificio del brigadiere di Pasquale Iscaro

Commozione, a Luzzara, alla cerimonia per il 14esimo anniversario dell'omicidio del brigadiere capo Pasquale Iscaro, assassinato da un bandito dopo una rapina 

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LUZZARA

«E’ un’importante cerimonia che esprime il senso di riconoscenza nei confronti del brigadiere capo Pasquale Iscaro. Originario di Avellino è giunto in questa terra per compiere fino in fondo il suo dovere di militare. Una pagina drammatica per la comunità luzzarese ma nel contempo una pagina straordinaria per l’Arma dei carabinieri». Così ha esordito il prefetto di Reggio Antonella De Miro, dopo la deposizione di una corona d’alloro, tra due carabinieri in alta uniforme, da parte dei rappresentanti delle varie autorità civili e militari sulla lapide che ricorda il sacrificio del brigadiere capo Pasquale Iscaro, ucciso il 28 luglio 1998 in un conflitto a fuoco con una banda di rapinatori che aveva assaltato l'agenzia di via Marconi della Banca agricola mantovana.

«Da rilevare l’intervento immediato della pattuglia e la scelta immediata di Iscaro di difendere la vita degli ostaggi, impedendo la fuga dei banditi per assicurarli alla giustizia senza la paura di sacrificarsi – ha continuato il prefetto – E’ importante, questa cerimonia per le nuove generazioni. E’ un seme che porta frutto. Un orgoglio per lo Stato, i carabinieri, la famiglia, la comunità luzzarese per avere avuto tra noi questa eroica figura».

Dopo la deposizione della corona d’alloro, il corteo con in testa il gonfalone del Comune, composto dai sindaci di Luzzara e Guastalla, Andrea Costa e Giorgio Benaglia insieme ad alti ufficiali dei carabinieri, polizia, guardia di finanza oltre alle delegazioni di Alpini, Anc, Cri, vigili del fuoco e gli ausiliari della guardia costiera, ha fatto tappa alla scuola parrocchiale per la messa celebrata dal parroco di Luzzara don Piergiorgio Torreggiani. Presenti anche il figlio Angelo e il nipotino Riccardo, che il brigadiere assassinato non ha potuto conoscere. (m.p.)

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