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cronaca

Case recuperabili, arrivano i soldi

La Regione pagherà gli interessi alle banche. Resta il nodo delle seconde case prestate ad amici o parenti sfollati


28 agosto 2012


BOLOGNA. La Regione pagherà gli interessi alle banche per anticipare le ristrutturazioni delle case danneggiate, classificate dalle schede Aedes in classe B e C. Oggi ci sarà l’incontro formale tra il presidente Errani e gli istituti di credito e poi sarà resa pubblica l’ordinanza che definisce le modalità di rimborso. Resta fissato l’80% come tetto, ma sono stati creati degli scaglioni per i lavori. Cifre limitate, che arrivano ad un massimo di 350 euro (Iva compresa) per ogni metro quadrato fino a 120. E così a decrescere: 200 euro fino ai 200 metri quadrati e 100 euro oltre i 200. A ciò sarà poi aggiunto un massimo del 10% per le spese tecniche.

«Stiamo cercando con le banche di produrre quell’anticipazione rispetto al 2013 - dice Errani - facendo in modo però che l’anticipo non sia a carico dei cittadini, ma in un rapporto con la Regione. Su questo stiamo lavorando e chiudendo in queste ultime ore. A quel punto il cittadino farà lo stesso percorso che abbiamo già definito per il 2013. I danni classificati B e C partiranno con l’ordinanza nella procedura anticipata».

E quel percorso di cui parla Errani è già stato chiarito da un paio di settimane. Il proprietario dell’abitazione da ristrutturare deve far redigere da un professionista una perizia di danni e di lavori da realizzare. La perizia andrà poi validata dal Comune di residenza (è ancora da sciogliere il dubbio se la perizia debba essere giurata o asseverata. Nel primo caso i costi aumenteranno sensibilmente) e poi inviata alla Regione. Se ci sarà una notevole discrepanza tra la perizia privata e quanto annotato sulla scheda Aedes, varrà il rilevamento dei tecnici regionali. Ciò per evitare speculazioni. Una volta ottenuta l’autorizzazione ai lavori, il proprietario dovrà recarsi in banca e aprire un conto corrente dedicato a zero spese. E lì terminerà il suo impegno burocratico, perché spetterà poi alla banca - in questo momento anticipando i soldi che invece erano previsti dal 1 gennaio attraverso la Cassa Depositi e Prestiti - pagare la ditta che effettuerà i lavori. Un 40% sarà liquidato all’apertura del cantiere e il restante 60% a fine intervento.

Tutti i proprietari che saranno costretti a restare fuori di casa potranno accedere al Contributo di Autonoma Sistemazione (massimo 900 euro a famiglia) per trovare una dimora alternativa e senza entrare nel percorso degli affitti gestiti dai Comuni o dei moduli abitativi (entro fine settimana Errani avrà sul tavolo il drammatico computo dei pochi appartamenti sfitti finora reperiti e una prima stima di quante famiglie dovranno essere alloggiate nei prefabbricati).

Intanto, per evitare che alcuni professionisti privati (ingegneri e architetti) si accaparrino troppo lavoro, rallentando la redazione dei progetti, si chiederà agli ordini di regolamentare bonariamente gli incarichi.

Ma il piano casa porta con sè ancora alcune criticità. Nei prossimi dieci giorni ci sarà un nuovo incontro per le abitazioni in classe “E leggere e i centri storici. In questi casi, infatti, le ristrutturazioni saranno molto più costose (andrà migliorata l’antisismica) e sarà necessario redigere un piano economicamente molto ampio. Inoltre è già allo studio una legge regionale affinché il pubblico si faccia carico di quegli interventi che i proprietari, soprattutto nei centri storici, non vorranno sostenere. Una necessità, visto che un edificio non sistemato rende inagibili quelli vicini.

E nella riunione di ieri Errani ha annunciato che al momento le seconde case date in comodato d’uso gratuito a parenti o amici saranno considerate alla stregua di case sfitte. Detto in parole povere: come qualsiasi seconda casa sfitta, non ci sarà neppure un euro per la ristrutturazione. Ma di questo si tornerà presto a parlare.

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