Gazzetta di Reggio

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CORREGGIO

Camparini ripete i click di Bassi

Le immagini della città in una mostra in parallelo dei due fotografi

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CORREGGIO. Nel 1880 Gildaldo Bassi aveva catturato Correggio con l’occhio del suo obiettivo. Macchina in spalla, da Mandrio, la sua città natale, al centro del borgo per raccontare la sua storia e le sue attività attraverso le immagini, con i volti della gente e dei bambini, con ritratti, cartoline, fermo immagini di chiese e strutture storiche, della piazza, della torre, del municipio. Un viaggio per fotogrammi che oggi tornano negli scatti di Franco Camparini, correggese di 54 anni, che con la sua reflex ha seguito le tappe di Bassi, fermandosi negli stessi luoghi e riproponendo le stesse inquadrature scelte dal fotografo ottocentesco per un confronto fra la città contemporanea e quella d'allora.

E click dopo click, nulla è cambiato: nelle foto di Camparini si ritrovano le stesse inquadrature e gli stessi soggetti, a distanza di 130 anni. Un lavoro certosino raccolto per la mostra “Istanti distanti” che verrà inaugurata sabato alle 16 nel salone degli Arazzi, al museo civico di Correggio, e che proporrà 40 vedute parallele tra gli scatti di ieri e quelli di oggi. Un momento di memoria storica, che restituirà alla cittadinanza le storiche foto di Gildaldo Bassi (proposte al pubblico solo per due esposizioni negli ultimi 50 anni) e che permetterà un’analisi critica della Correggio di ieri e di oggi.

La mostra (ingresso libero), è curata da Fabrizio Piccinini, firma che si ritrova anche nel catalogo, ed è aperta il sabato dalle 15.30 alle 18.30 e la domenica (10-12.30 e 15.30-18.30), fino al 24 Febbraio. Info: tel. 0522-691806, museo@comune.correggio.re.it. (s.p.)