«Sono deluso, non voterò alle primarie Pd»
L’amaro sfogo del “politico” Luciano Ligabue alla presentazione del nuovo cd Mondovisione: «Siamo allo sfinimento»
MILANO. Area Pergolesi, ieri, presentazione di Mondovisione il nuovo album di Luciano Ligabue. Ti aspetti (come è normale) che si parli di musica e invece è la politica, o meglio la delusione della politica, che irrompe sulla scena e si prende tutta l’attenzione.
Lui, il Liga, notoriamente si è sempre tenuto lontano dalla cronaca e dalla politica, «perchè – dice – invecchiano le canzoni». Ma questa volta non è così, «perchè sono arrivato ad un punto dove sono arrivati un po’ tutti: non se ne può più e per questo ho dato voce ad uno sfinimento».
LA SARDEGNA. Un pensiero verso l’ultimo dramma nazionale («volevo approfittare di questa occasione per mandare un pensiero ed un abbraccio a tutta la Sardegna») e poi il rocker correggese si lascia andare ad un amaro commento probabilmente tenuto dentro da diverso tempo.
LA POLITICA. Luciano Ligabue affronta la politica in termini schietti: «No, non voterò alle primarie, faccio parte del nutrito club dei delusi dal Pd e il partito sa quanto abbia deluso i suoi elettori. In generale che ci sia una grande disaffezione alla politica è sotto gli occhi di tutti. Il Movimento 5 Stelle? Non vuol dire che abbia le risposte per questo Paese, ma comunque la si pensi è necessario per ricordare ai politici che c’è tra la gente tanta voglia di cambiare».
BRANI DI DENUNCIA. Mondovisione (in uscita ufficiale nei negozi e in digital download da martedì prossimo) arriva a tre anni da Arrivederci mostro! e si capisce già dalla copertina, un mappamondo tutto accartocciato, che è più diretto del solito in termini di denuncia politica, economica e di comportamenti sociali. Ne è una riprova anche il singolo “Il sale della terra” che è «una canzone sull’esercizio del potere – dice Ligabue – tutti ricordano la frase di Andreotti “il potere logora chi non ce l’ha”, ma per me il potere logora e basta perchè chi ce l’ha ha paura di perderlo e agisce di conseguenza».
A rafforzare il messaggio, un suono molto diretto e un brano come “Il muro del suono” dove Ligabue punta il dito contro la giustizia e gli avvocati, ma soprattutto contro «chi doveva pagare e non ha mai pagato: il caso Cancellieri? Troppo fresco, non potevo prevederlo, ma è sotto gli occhi di tutti che chi doveva pagare per la crisi mondiale non ha pagato, cosìý come è sotto gli occhi di tutti che in Italia il sistema giudiziario abbia dei problemi e permettE agli avvocati di sentirsi Dio per delle vittorie improbabili».
IL NUOVO ALBUM. «Tutto ha avuto inizio con una settimana monastica al faro di Capo Spartivento in Sardegna dove io e il mio gruppo ci siamo ritirati per gettare il seme di questo nuovo disco» spiega Liga e aggiunge: «Credo di essere arrivato al punto di indignazione a cui sono arrivati tutti: semplicemente non se ne può più». davvero niente da ridere».
PAROLE D’AMORE. Ma anche nei momenti di maggior sconforto politico e sociale c’è posto per sentimenti, motore di gran parte della discografia di Ligabue. Ne sono la riprova “Il volume delle tue bugie”, “La neve se ne frega”, che riprende il titolo del romanzo edito da Ligabue nel 2004 e che chiede un momento di verità a due, tra segreti coperti dal bianco immacolato e anime messe a nudo. Il secondo singolo “Tu sei lei” e l’intensa “Ciò che rimane di noi”.(f.m.)
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