Gazzetta di Reggio

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Biogas, i comitati chiedono più controlli

Biogas, i comitati chiedono più controlli

Correggio: in attesa della risposta sull’accesso agli atti, i residenti vogliono tenere alta l’attenzione

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CORREGGIO. Rapidità d’intervento e nei controlli agli impianti biogas e biomassa nel territorio correggese è quella che chiedono i membri del comitato “Ronchi per l’ambiente”. Anche se sui giornali sembra essersi placata la paura dei cittadini nei confronti di questi “mostri”, proliferati a tutta velocità nelle periferie correggesi, nella realtà l’attività del comitato sta proseguendo a pieno regime e si fa sempre più forte il sospetto che all’interno di alcune di queste strutture siano “bruciati” o “compostati” materiali non idonei. Solo la risposta all’accesso agli atti (che arriverà intorno al 10 aprile) permetterà di fugare ogni dubbio ma per ora i comitati sono convinti che qualcosa in quegli impianti non va e chiedono più attenzione alle istituzioni perché effettuino più controlli.

I loro timori non nascono dal nulla e a conferma di ciò il fatto che sono sempre più i tir e gli automezzi stranieri che portano materiale da utilizzare negli impianti. Un particolare non in regola con le normative e le promesse della precedente amministrazione Iotti che aveva esplicitato pubblicamente la volontà di seguire la situazione e confermato il fatto che il materiale da utilizzare all’interno di questi impianti dovrebbe essere legato al territorio. Però queste promesse, come la realizzazione del documento di regolamentazione dei biogas e la formazione di una commissione di tutela, non sono state fino ad oggi mantenute.

In effetti, in mezzo ci sono state altre problematiche politiche non indifferenti da affrontare, tra cui le dimissioni dell’ex sindaco Marzio Iotti (che ha lasciato la poltrona per il fallimento di En.Cor). Vista la mancanza di un documento e un organo di controllo tanto voluto dalla cittadinanza, la paura che le regole non siano rispettate dai proprietari degli impianti correggesi è sempre più forte.

«Servono controlli più importanti – dice Mauro Bervini, del comitato Ronchi per l’Ambiente – perché i nostri sospetti ci portano a credere che all’interno di questi impianti arrivi materiale non idoneo. Lo confermano i tir che portano agli impianti. Sappiamo leggere e quei camion non trasportano di certo materiale a km zero; ne consegue che non sono rispettati gli accordi. Oltre a questo, ci preoccupa il fatto che nelle nostre terre viene sparso il loro digestato: se dai controlli verrà fuori che il materiale utilizzato negli impianti non è in regola come si potrà recuperare il danno al terreno e all’aria? Bisogna agire in fretta e vedere se le nostre sono davvero paure oppure no. Per questo chiediamo interventi più pesanti e importanti a tutte le istituzioni, anche alla Provincia di Reggio». (s.p.)