Palloncini in cielo per Dominic
Reggio. Centinaia di persone al funerale del bambino di due anni investito e ucciso da un treno. La cerimonia funebre a Rivalta
Centinaia di persone, soprattutto nomadi di etnia Sinti, hanno partecipato ieri pomeriggio a Rivalta al funerale di Dominic Poli, il bimbo di 2 anni travolto venerdì da un treno a Cerea (Verona). Tanti palloncini bianchi tenuti in mano dai bambini hanno accompagnato il corteo funebre, con in testa i giovani genitori, David e Monica Cattin. Cordoglio, ma anche rabbia per una morte così inspiegabile. «Faremo causa al Comune di Cerea - ha annunciato Vladimiro Torre, rappresentante della comunità Sinti di Reggio Emilia - stiamo morendo, ci mettono nelle discariche e vicino ai fiumi. Anche noi siamo umani, siamo italiani anche noi». Dopo la messa alla chiesa di Rivalta, dove vivono i nonni e i bisnonni paterni, il corpo del piccolo Dominic è stato sepolto nel locale cimitero nella cappella di famiglia. E lì i bambini hanno fatto volare in aria i palloncini. I genitori di Dominic, il papà David e la mamma Monica, si erano trasferiti nel campo nomadi di Cerea tre mesi fa, arrivando proprio da Reggio, dove vivono i nonni e i bisnonni del bimbo. Il bimbo è morto dopo essere stato investito da un treno regionale, figlio di una coppia di nomadi, che hanno la roulotte in un campo di sosta proprio accanto ai binari della linea Rovigo-Verona. La tragedia è avvenuta venerdì poco dopo le 8 del mattino, fra le stazioni di Legnago e Cerea. Una terribile fatalità: i genitori non si sono accorti che il piccolo Dominic ha approfittato di un buco nella rete, passando dal campo alla massicciata ferroviaria, in un tratto dove i binari fanno una curva. Ed è lì che è avvenuto il tragico incidente. I medici hanno fatto di tutto per salvarlo, ma circa un’ora dopo il ricovero il bimbo è spirato. Sulle polemiche per la morte, il sindaco di Cerea, Paolo Marconcini, dopo le accuse sollevate dagli abitanti nel campo nomadi per la mancanza di sicurezza dell'area, aveva fatto sapere che «nè il Comune, nè la polizia locale hanno mai ricevuto segnalazioni di buchi nella recinzione della ferrovia».
