Gazzetta di Reggio

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Reggio, scovate evasioni per 7,5 milioni

di Evaristo Sparvieri
Reggio, scovate evasioni per 7,5 milioni

È quanto portato a galla dagli uffici del Comune, un record in regione. Ma la cifra già incassata è bassa: 505mila euro

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Evasioni accertate per circa 7,5 milioni di euro. Ma, fino al luglio scorso, nelle casse del Comune sono entrati solo 505mila euro. Reggio è Comune capofila nella lotta agli evasori fiscali. È quanto emerge dal report sul Patto anti-evasione siglato tra Agenzia delle Entrate e Anci Emilia–Romagna: un protocollo di collaborazione nato nel 2009, i cui risultati sono stati illustrati ieri in viale Aldo Moro a Bologna, alla presenza del presidente regionale Anci, Daniele Manca, e del direttore dell’Agenzia delle Entrate Emilia–Romagna, Pierluigi Merletti. Dal 2009 al 2014, sono 280 i Comuni emiliano-romagnoli che hanno aderito al progetto, per una maggiore imposta accertata – ovvero la differenza tra imposta versata e imposta evasa – complessivamente pari a 70,5milioni di euro. Di questi, ben 7,4 milioni sono stati portati a galla sulla base di segnalazioni arrivate agli 007 del fisco dagli uffici comunali di piazza Prampolini, collocando così il nostro Comune al primo posto in regione nel contrasto alle diverse forme di evasione. Buono anche il risultato di Casalgrande, 21esimo con un milione di euro di maggiore imposta accertata.

FINTI POVERI: È BOOM. Oltre 4.200 accertamenti eseguiti a livello regionale, e circa 22 milioni di euro incassati, che diventano 30 milioni considerando le rate ancora da versare per accertamenti già chiusi. E poi: un aumento, sempre a livello regionale, dell’82% di “finti poveri”, cioè di persone in palese contrasto con i redditi dichiarati, cui si aggiunge un 81% di casi in cui l’evasore – una volta scoperto – decide di procedere ad un accordo.

TANTE SPECULAZIONI. La maggiore concentrazione di segnalazioni, circa la metà, riguarda le proprietà immobiliari, ovvero rendite catastali e affitti non dichiarati (12.055, pari al 48% del totale rgionale). Anche se i campi d’intervento più proficui sono le speculazioni edilizie e sui terreni, con una maggiore imposta accertata pari a 26milioni, il 37% del totale. Significativa anche l’evasione nel settore commercio e professioni (22milioni, il 32%).

NUMERI DA PRIMATO. È all’interno di questo quadro regionale che si colloca il primato reggiano, al quale si aggiunge anche un secondo posto a livello provinciale con 12,3 milioni di evasione accertata, subito dietro Modena (19,3 milioni) e davanti a Bologna (11,4 milioni). Tutti i 45 Comuni della nostra provincia hanno aderito al protocollo. Ma, a differenza di altre province in cui sono stati i piccoli Comuni a mettersi in luce, qui nel Reggiano è stato soprattutto il capoluogo ad aver conseguito i risultati più importanti. Dal nostro Comune, sono partite 1.346 segnalazioni. Meglio di noi solo Rimini (1.884) e Bologna (1.541). «Per portare alla luce le evasioni territoriali – spiega il direttore regionale dell’Agenzia Delle Entrate, Pierluigi Merletti - le conoscenze degli uffici tecnici comunali sono fondamentali». Per il presidente regionale Anci, «la lotta all’evasione rappresenta un importante valore culturale per salvaguardare il principio di fedeltà fiscale, cioè considerare le imposte a salvaguardia dei servizi, in una ricerca di legalità che agisca sul versante dell’equità».

UN ANNO PER INCASSARE. Ma cosa succede una volta che scatta la segnalazione da parte di un Comune? Occorre circa un anno perché la cifra evasa e portata a galla arrivi nei bilanci comunali. Non solo perché scatta una lunga fase di accertamenti, che può sfociare anche in interminabili contenziosi. Ma anche perché è compito del Ministero dell’Interno ridistribuire quanto emerso, con tempi che generalmente consentono ai Comuni di incassare il dovuto entro il mese di luglio dell’anno successivo rispetto alla chiusura dell’accertamento. Anche per questo motivo, nonostante il “record” dei 7,4 milioni di euro di evasione accertata, per il Comune di Reggio la somma incassata è piuttosto bassa: appena 505mila euro a luglio, contro 1,4 milioni di Bologna, 846mila euro di Formigine (nel Modenese), 717mila euro di Rimini, 533mila di Cesena e addirittura 531mila di Castel San Pietro Terme. Migliore, invece, la situazione del riscosso per provincia, dove si tocca quota 2,9 milioni di euro, terzi a livello regionale rispetto ai 6,6 milioni della provincia di Modena e ai 5,7 registrati nella provincia di Bologna.

DAI FINTI AI VERI POVERI. Progetti di ambito educativo e, soprattutto, sussidi per contrastare la povertà. Secondo quanto riferiscono dall’Anci, sono questi i due principali ambiti in cui è stato “reinvestito” dal Comune il risultato della lotta all’evasione.