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Antichi Pellettieri in rosso, l’azienda verso il capolinea

di Enrico Lorenzo Tidona
Antichi Pellettieri in rosso, l’azienda verso il capolinea

Perdita da 9 milioni nel 2013 per la società creata dagli industriali di Cavriago. Per gli amministratori è «venuto meno il presupposto della continuità aziendale»

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CAVRIAGO (Reggio Emilia)

Debiti per 94 milioni di euro, avvio del concordato preventivo e liquidazione degli asset. Si avvia verso il capolinea la storia di Antichi Pellettieri, società di pelletteria creata nel 2000 a Cavriago dalla Mariella Burani Fashion Group, holding il cui fallimento ha trascinato nelle secche buona parte delle controllate. Una galassia di imprese della moda che ad anni di distanza del crac della capogruppo, continua a perdere pezzi del proprio firmamento.

Anche Antichi Pellettieri - il cui titolo è stato sospeso da Piazza Affari il primo agosto 2013 - non è riuscita a risollevare le proprie sorti, imboccando così la strada concordato preventivo. Una scelta obbligata per varare un piano di rientro dei debiti, con effetti diretti sui conti del 2013. Il risultato ante imposte è infatti negativo per 11,1 milioni, rispetto alla perdita di 1,2 milioni del 2012, mentre la perdita netta è salita a 8,8 milioni dal rosso di 6,7 milioni dell'anno prima. Il fatturato si è dimezzato a 57,7 milioni rispetto ai 110,5 milioni del 2012 in ragione dell’affitto dei rami d’azienda produttivi di Parma e Vigevano, nonché al deconsolidamento della Baldinini Srl e delle sue controllate a partire dal 30 giugno 2013. L’ebitda scende a 5,1 milioni da 9,8 milioni mentre l'Ebit risulta negativo per 16,6 milioni rispetto all’Ebit positivo di 1,9 milioni del 2012. La posizione finanziaria netta evidenzia un debito pari a 78,3 milioni di euro.

Visti i dati e la procedura concorsuale avviata, gli attuali amministratori della società hanno ritenuto che sia «venuto meno il presupposto della continuità aziendale». Una valutazione prudenziale, ispirata ai principi di bilancio, ma che segna una linea di demarcazione rispetto al passato industriale dell’azienda.

Intanto il tribunale di Reggio ha fissato per il prossimo 15 maggio alle 9.30 l'udienza in camera di consiglio per il giudizio di omologazione del concordato preventivo ex art. 180 della legge fallimentare. Ultimo capitolo dopo aver incassato il voto favorevole dei creditori per un importo complessivo di 86,57 milioni di euro, che hanno aderito alla proposta concordataria creditori che rappresentano complessivamente 56,94 milioni di euro.

Il cda ha convocato per il 28 giugno (il 24 luglio in seconda convocazione) l’assemblea ordinaria e straordinaria degli azionisti per votare, tra i vari punti all’ordine del giorno, lo scioglimento e la messa in liquidazione della società.

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