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LA LITE

Botte e minacce in famiglia e qualcuno finisce all’ospedale

Botte e minacce in famiglia e qualcuno finisce all’ospedale

Per una lite alla quale non si riusciva proprio a mettere fine la polizia lunedì è dovuta intervenire ben due volte: prima al pomeriggio, poi in serata. Sono le 15 di lunedì quando una donna chiama...

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Per una lite alla quale non si riusciva proprio a mettere fine la polizia lunedì è dovuta intervenire ben due volte: prima al pomeriggio, poi in serata.

Sono le 15 di lunedì quando una donna chiama il 113 chiedendo aiuto per il marito che stava subendo un’aggressione dai suoi stessi familiari. Gli agenti, arrivati all’indirizzo, all’interno di un appartamento trovano un uomo che sta subendo le botte da parte di un gruppo di persone. Dopo avere separato i contendenti e messo in sicurezza l’uomo aggredito, gli agenti si rendono conto che alla contesa avevano preso parte oltre ai cinque fratelli anche la mamma più due amici; i contendenti, di origini napoletane. abitano nello stesso stabile.

Per giustificare quanto accaduto, le parti adducono diversi motivi: l’uomo aggredito sostiene che la sua opposizione ad un acquisto comune aveva scatenato i parenti, questi invece sostenevano che erano esasperati dal suo comportamento irascibile divenuto sempre più violento. Il fratello che aveva avuto la peggio, colpito con calci e pugni, presentava il volto ricoperto di sangue e veniva accompagnato al pronto soccorso per essere visitato e medicato e quindi dimesso.

Pareva tutto risolto, tanto che i partecipanti alla baruffa rinunciavano a percorrere le vie legali. Ma così non era.

Alle 19, gli stessi protagonisti riprendono la tenzone: questa volta a chiamare il 113 è uno dei quattro fratelli che avevano picchiato il quinto. Gli agenti, sedato il secondo acceso diverbio, registrano l’accusa contro il fratello ferito. Secondo tutti gli altri parenti questi, dopo essere tornato dall’ospedale, avrebbe minacciato di morte l’intera famiglia, mamma compresa, dichiarando che avrebbe assoldato un killer. Gli altri congiunti confermavano. Ma, ancora una volta, nessuna denuncia.