Gazzetta di Reggio

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carabinieri alla sbarra

I militari respingono le accuse «Mai picchiato nessuno»

I militari respingono le accuse «Mai picchiato nessuno»

«E’ stato un normale controllo: io sono rimasto in auto, il collega si è avvicinato alla vettura. Quando abbiamo visto che era un giovane che viveva a poca distanza, abbiamo capito che non c’era...

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«E’ stato un normale controllo: io sono rimasto in auto, il collega si è avvicinato alla vettura. Quando abbiamo visto che era un giovane che viveva a poca distanza, abbiamo capito che non c’era niente di strano e siamo andati via». «E’ durato tutto pochissimi minuti. Mi ha dato i documenti e abbiamo capito che non era un delinquente: quella è la nostra zona di giurisdizione, sappiamo quali sono i residenti che hanno problemi con la legge. Lui non lo conoscevamo, perciò dopo il controllo siamo subito andati via».

Sono state sostanzialmente queste le dichiarazioni dei due carabinieri a processo con un’accusa pesante: quella di aver alzato le mani contro un giovane al tempo 21enne - i fatti risalgono al 16 dicembre del 2006 - durante quello che avrebbe dovuto essere un normale controllo. Il giovane, che si è costituito parte civile, nella scorsa udienza aveva spiegato di essere stato fermo al telefono con la fidanzata quando era stato controllato. Denunciando di essere stato fatto denudare in strada e preso a sberle dai militari. Dopo le dichiarazioni dei due carabinieri, ieri in udienza davanti al giudice Cristina Beretti, il giovane ha ribadito ancora quale dei due lo avesse picchiato e quale era in auto durante il controllo. Il processo riprenderà a maggio. La prescrizione è comunque vicina: l’agosto prossimo. (el.pe)