Gazzetta di Reggio

Reggio

La Tasi (ex Imu) non sarà aumentata

La Tasi (ex Imu) non sarà aumentata

La rassicurazione arriva dall’assessore De Sciscio: «In alcuni casi, si potrà pagare una cifra addirittura inferiore»

3 MINUTI DI LETTURA





Si chiama Tasi, tassa sui servizi indivisibili. E' la bestia nera dei cittadini abbienti, che abitano in case di un certo pregio. Nel 2013 erano completamente sgravati dall'Imu, alla pari di chi possiede alloggi modesti, da sempre esentati grazie alle detrazioni.

Quest'anno la dovranno pagare alle stesse scadenze sotto le mentite spoglie della Tasi, il nuovo balzello che sostanzialmente la sostituisce. Di fatto, quindi, ritorneranno alla situazione del 2012, quando non era ancora stata abolita l'Imu sulla prima casa.

Tuttavia le elezioni incombono e il Comune li rassicura: «Prevediamo - dichiara l'assessore al bilancio Filomena De Sciscio - di non aumentare le tasse sugli immobili rispetto al 2012. Anzi, il regolamento che stiamo predisponendo potrebbe consentire a chi corrispose 800 euro per l'Imu di sborsarne soltanto 600 per la Tasi. Continueranno, poi, ad essere esentati quelli che nel 2012 non pagavano l'Imu. I calcoli potranno essere fatti dopo che, lunedì prossimo, avremo depositato il bilancio di previsione».

La nuova tassazione sugli immobili è una e trina come la Santissima Trinità. La Iuc (imposta unica comunale) comprende l'Imu, rimasta in vigore soltanto per le seconde case, i negozi, le fabbriche e i terreni, la Tasi e la Tari, cioè la tassa sui rifiuti equivalente alla vecchia Tares. Il governo le ha rimescolate come nel gioco delle tre carte.

Il Comune promette di mettervi un po' di ordine e non aumentarne il peso nel momento in cui fisserà le aliquote e le detrazioni entro i limiti lasciati alla sua competenza.

La Tasi aveva seminato il panico fra i contribuenti dal momento che, a differenza dell'Imu, non prevede più la detrazione fissa di 200 euro e quella di 50 euro per ogni figlio a carico, fino a un massimo di sei. Così l'avrebbero pagata anche i meno ricchi, finora esentati. Il governo Renzi è corso ai ripari con un decreto che permette ai comuni di reintrodurre le detrazioni a condizione di aumentare l'aliquota fino allo 0,8 per mille in più.

A tale scopo ha stanziato da 500 a 650 milioni. Reggio ne dovrebbe incassare un milione e 400mila euro.

«Nel 2012 - spiega Filomena De Sciscio - l'aliquota Imu sulla prima casa era del 5 per mille. Quella della Tasi, pari al 2,5, potrà essere aumentata fino al 3,3 per mille. Il Comune, così, potrà concedere ancora detrazioni, benchè inferiori a quelle dell'Imu. Siamo orientati verso una detrazione fissa differenziata per scaglioni e ad una di 20 o 30 euro per ogni figlio a carico». Inoltre, a differenza di molte altre città, anche della nostra regione, Reggio non applicherà la Tasi alle seconde case e agli altri immobili.

«Non vogliamo - spiega l'assessore - che la Tasi gravi indirettamente sugli inquilini». Su questi fabbricati e terreni rimarrà l'Imu, ma Filomena De Sciscio tranquillizza: «Saranno confermate le stesse aliquote del 2013». Gli unici rincari riguarderanno, a suo dire, i rifiuti: «Sono previsti fino al 2015 leggeri aumenti della Tari per contributi di solidarietà verso i comuni terremotati ed altri oneri. Le modalità di calcolo, però, non cambieranno».

L'Asppi, associazione dei piccoli proprietari, ha inviato una lettera ai comuni per chiedere di ammettere le detrazioni e di non aumentare le aliquote, in particolare quelle agevolate applicabili ai canoni concordati.

«Si devono - spiega il segretario Alessandro Ferrari - rimodulare le tasse con criteri di equità. Purtroppo rimangono le disparità delle rendite catastali, talora lontane dai valori reali. A parte alcuni ritocchi, non è ancora stata fatta la revisione del catasto».

Luciano Salsi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google