Provincia, ultima seduta Masini verso le dimissioni
«Benvenuti alla quasi certamente ultima seduta del consiglio provinciale». Con queste parole la presidente della provincia di Reggio Emilia, Sonia Masini ha aperto ieri i lavori dell’assemblea di...
«Benvenuti alla quasi certamente ultima seduta del consiglio provinciale». Con queste parole la presidente della provincia di Reggio Emilia, Sonia Masini ha aperto ieri i lavori dell’assemblea di palazzo Allende che, in conseguenza dell’iter legislativo del disegno di legge Delrio, sarà con ogni probabilità l’ultima del mandato decennale di Masini, oltre che della stessa amministrazione provinciale. Dopo l’approvazione in Senato, infatti, il testo sulla riforma delle province dovrebbe essere approvato questa settimana anche dalla Camera e, dopo la pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta ufficiale prevista entro il 7 aprile, i consigli provinciali italiani dovranno considerarsi sciolti. A quel punto le funzioni del consiglio e la rappresentanza dell’ente passeranno al presidente della provincia, con poteri solo per le attività «urgenti e indifferibili». Nei dieci minuti a disposizione per il suo intervento, Masini ha affrontato i numerosi risvolti della riforma (sottolineando la «fase di grave incertezza»), in primis quello della prosecuzione del mandato fino alla scadenza di presidente e assessori a titolo gratuito. Un tema su cui l’Unione delle province italiane ha già lanciato la sfida, ipotizzando le dimissioni anticipate dei presidenti. Il punto sul destino dei presidenti di Provincia, tuttavia, sarà fatto nell’assemblea Upi di domani a Roma, a cui Masini parteciperà prima di prendere una decisione. Da un lato infatti, argomenta la reggiana, «c'è il rischio della firma di provveddimenti complessi, che prevedono responsabilità civili e penali, di un ente che non è un associazione di volontariato, ma funziona come una azienda (palazzo allende ha 400 dipendenti)»; dall'altro però le dimissioni di Masini farebbero scattare l’arrivo di un commissario e «le cose si complicherebbero ulteriormente perchè arriverebbero figure che non conoscendo l’ente faticherebbero nel giro di pochi mesi ad avere gli strumenti minimi per governare i processi che sono in corso». Il commissariamento avrebbe per Masini effetti deleteri anche sui servizi erogati: «Non escludo la chiusura di alcuni servizi».
