Gazzetta di Reggio

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Strozzino ed estorsore finisce in carcere

Strozzino ed estorsore finisce in carcere

Un uomo di 47 anni già arrestato per le minacce a un commercialista reggiano poi finito ai domiciliari per millantati problemi familiari A farlo tornare dritto in prigione le prove del fatto che l’indagato non aveva cessato la sua “attività” ai danni anche di altri imprenditori

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Il sequestro di un commercialista a scopo di estorsione avvenuto lo scorso febbraio non è stato il gesto di un imprenditore calabrese disperato, come l’autore stesso voleva fare credere ma, stando agli approfondimenti investigativi dei carabinieri del comando provinciale di Reggio, una condotta intimidatoria più complessa che vedrebbe coinvolti, oltre al commercialista, anche imprenditori reggiani e complici dell’autore. L’uomo, Alfonso Iembo, infatti, finito già agli arresti domiciliari per l’estorsione al commercialista, secondo le risultanze investigative dei carabinieri reggiani, sarebbe coinvolto in una più complessa attività delittuosa rivolta anche ad altri esponenti dell’imprenditoria reggiana oggetto di telefonate intimidatorie. Il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Bologna, accogliendo le richieste della competente Procura che ha condiviso le risultanze investigative del Nucleo investigativo dei carabinieri del comando provinciale di Reggio, ha emesso un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare nei confronti del 47enne calabrese che ieri mattina è stato condotto in carcere dai militari reggiani.

L’arrestato il 18 febbraio scorso era finito in manette perché entrando all’interno dell’autovettura condotta da un noto commercialista reggiano, sotto minaccia di una pistola colt calibro 380 automatica obbligava il professionista a recarsi nei suoi uffici ove chiedeva 1.000 euro. L’uomo, arrestato dalla polizia, aveva ottenuto il beneficio dei domiciliari rappresentando uno stato di grave sofferenza economica e problemi familiari. Stando alle ulteriori indagini dei carabinieri reggiani, però l’estorsore non poneva però fine alle sue vessazioni nei confronti anche di altre vittime.

Le indagini dell’Arma di Reggio hanno infatti rivelato che l’azione intimidatrice a scopo estorsivo non riguardava esclusivamente il commercialista ma interesserebbe più professionisti reggiani. Le risultanze d’indagine dei carabinieri hanno visto la Procura concorde tanto da richiedere e ottenere dal gip de Tribunale di Bologna l’aggravamento della misura cautelare che ieri è stata eseguita con il calabrese che, prelevato dalla sua abitazione, è stato condotto in carcere.